26 settembre 2020
Aggiornato 10:00
Governo

Reddito di cittadinanza, a che punto siamo

Per Umberto Bossi (Lega) serve prima riformare i centri per l'impiego. Il Movimento 5 stelle chiede di accelerare. Ma Conte frena e gioca di sponda con la Lega

ROMA - Che uno dei nodi centrali dell'asse di governo tra Lega Nord e Movimento 5 stelle fosse il reddito di cittadinanza era cosa nota. Così come palese era, fin da subito, la discrepanza di posizioni tra le due forze politiche sul tema. Fondamentale per Luigi Di Maio, non così proritario per Matteo Salvini. E ora che il governo è nato iniziano a palesarsi le prime difficoltà per dotare l'Italia di uno strumento di sostegno al reddito. Più concreta la Lega Nord, più idealistici gli esponenti del Movimento 5 stelle. Non a caso, nel giorno della fiducia al governo di Giuseppe Conte, Umberto Bossi in persona ha dedicato gran parte del suo intervento in aula al Senato proprio al reddito di cittadinanza, spiegando come prima di arrivare a dama sul tema sia necessaria una seria riforma dei centri per l'impiego, che oggi «esistono solo sulla carta». Poche le forze in dotazione a quelli che una volta erano chiamati centri di collocamento, poche le risorse attualmente a disposizione e grande la confusione. Per questo per il senatùr prima di mettersi a tavolino per trovare le coperture finanziarie per lo strumento di sostegno al reddito è necessario mettersi, testa a bassa, a lavorare a un vero restyling dei centri.

Bossi: «Prima del reddito servono gli strumenti di controllo»
«Oggi come oggi è impensabile consegnare ai centri per l'impiego il controllo del reddito di cittadinanza perché esistono solo sulla carta». Ha spiegato Umberto Bossi, senatore della Lega, intervenendo in aula al Senato durante il dibattito sulla fiducia al governo Conte. «I centri per l'impiego non possono controllare una legge così importante e costosa. Non bisogna scherzare: prima di farlo vanno fatti gli strumenti di controllo». Bossi ha parlato anche di pensioni ricordando che «la legge Fornero ha colpito le pensioni di anzianità togliendo le quote e le pensioni di vecchiaia stabilendo che si va in pensione a 66 anni e 7 mesi. Se si vuole cambiare la Fornero, bisogna ricordare che la legge Tremonti prevede che ogni anno l'aumento dell'età per la pensione di vecchiaia sia collegata all'aspettativa di vita. Vanno fermati gli effetti automatici della legge Tremonti, farlo subito è una delle prime cose da fare».

Carelli (M5s): «Reddito di cittadinanza per mettere al centro gli italiani»
Diametralmente diversa la posizione del Movimento 5 stelle che, tramite l'intervento al Senato di Emilio Carelli, ha voluto ribadire la centralità nel programma di questa misura: «Il discorso del Presidente del Consiglio Conte rende a tutti chiaro che finalmente lo Stato italiano investe sui propri cittadini. Il reddito di cittadinanza ne è una dimostrazione. Una misura lontana da qualsiasi logica assistenzialista, che rappresenta invece un passo importante per ridare dignità ai cittadini. Un sostegno al reddito condizionato alla formazione e al reinserimento nel mondo del lavoro». Poi si passa, anche qui, al fronte pensioni: «Trovo corretto affiancare al reddito anche la pensione di cittadinanza perché non è ammissibile, in un Paese come l'Italia, che ci siano persone che hanno lavorato per una vita intera e che ora vivono al di sotto della soglia di povertà. La preoccupazione principale della politica è e deve essere quella di garantire ai cittadini una vita dignitosa».

Conte concorda con Bossi: «Riformiamo prima i centri»
Dello stesso parare di Umberto Bossi è il premier Conte, che nella replica al Senato del suo discorso programmatico ha risposto così alle opposizione che hanno mosso critiche al reddito di cittadinanza: «Mi dispiace che sia stato rappresentato come una misura di assistenza. Se leggete con attenzione le anticipazioni del contratto, è una misura chiaramente orientata al reinserimento nel mondo del lavoro e il presupposto fondamentale è la riforma dei centri per l'impiego, altrimenti, lo diciamo noi stessi, non funzionerà e non raggiungerà gli obiettivi che ci siamo posti».