27 giugno 2019
Aggiornato 04:00
Governo

Juncker ai tedeschi: l'Italia va trattata con rispetto. Ma poi si lascia scappare una frase fin troppo rivelatrice

"Non si deve ripetere quanto accaduto con la Grecia, alla quale in passato sono state date troppe lezioni", ma poi lo scivolone

BRUXELLES - L'Italia va trattata "con rispetto". Potrebbero quasi suonare come una minaccia le parole del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in un'intervista alla newsroom congiunta RedaktionsNetzwerk Deutschland (RND) che serve diversi giornali regionali tedeschi, se non fosse che dobbiamo provare a credere nella sua buona fede. La sua ammonizione è netta: non si deve ripetere quanto accaduto con la Grecia, alla quale in passato sono state date "troppe lezioni", in particolare "da paesi che parlano tedesco». Juncker sarebbe stato nei giorni scorsi frainteso da diversi giornali in merito a una dichiarazione nella quale, respingendo le accuse nei confronti dell'Ue, auspicava una maggiore attenzione dell'Italia stessa al suo Mezzogiorno, con più lavoro e meno corruzione, in un momento in cui le preoccupazioni a Bruxelles e nelle cancellerie europee per la formazione a Roma di un governo considerato euroscettico erano esplicite. 

Italiani, non lamentatevi
Ora è tornato sul tema della responsabilizzazione dell'Italia, affermando che "gli italiani non possono davvero lamentarsi delle misure d'austerità da parte di Bruxelles" e rivendicando di aver "introdotto clausole di flessibilità nel Patto di stabilità e crescita" delle quali "l'Italia è stato l'unico paese a beneficiare». Ecco: la buona fede inizia a scricchiolare dopo questa parte del discorso di Juncker. Senza questa flessibilità, ci spiega, l'Italia "avrebbe avuto 19 miliardi di euro in meno" quest'anno a disposizione, ha chiarito Juncker. "Tuttavia - ha continuato - io non voglio dare lezioni a Roma. Noi dobbiamo trattare l'Italia con rispetto. Troppe lezioni sono state date alla Grecia in passato, in particolare da paesi che parlano tedesco. Questo ha colpito la dignità del popolo greco. La stessa cosa non deve essere consentita per l'Italia". L'Italia - ha sostenuto il capo dell'esecutivo Ue - è "sempre al cuore dell'Unione europea" e, anche se si può "essere preoccupati per quello che accade a Roma", è meglio tenere la calma.

"Tentato" dall'intervenire
Nella recente crisi, in particolare, Juncker ha confessato di essere stato "tentato" d'interferire, ma di non averlo fatto. "Ho un'altissima opinione del presidente Mattarella, ma non gli ho parlato durante la crisi", ha chiarito il capo della Commissione europea. Anche perché non voleva, ha proseguito, "alimentare le accuse diffuse dai populisti secondo le quali non a Bruxelles facciamo ingerenze negli affari italiani: sono certo che gli italiani hanno il senso di ciò che è bene per il loro Paese». Per quanto riguarda il nuovo governo giallo-verde, percepito come euroscettico, Juncker dà un giudizio prudente: "Noi dobbiamo valutare i politici dai loro comportamenti, non dalle loro parole. La Commissione lavorerà con qualsiasi governo eletto, come sempre fa. Segnalo anche che il Movimento cinque stelle e la Lega nord hanno recentemente cambiato la loro posizione sull'uscita dell'Italia dall'Ue». E dunque, ancora una volta, un modo per dire che l'Ue ci osserva. E se faremo la cosa sbagliata interverrà. Di sicuro.