30 marzo 2020
Aggiornato 06:00
Governo

«In difesa del popolo italiano» vs «#IlMioVotoConta»: Pd e M5s chiamano alla piazza

Il 1° giugno manifestazione dem in difesa del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il 2 gli 'stellati' contro la Festa della Repubblica. E la Lega rilancia: «Mille piazze»

ROMA - Sarà un inizio di giugno decisamente caldo. I primi tre giorni del prossimo mese saranno infatti contrassegnati dalle prove di piazza dei maggiori partiti italiani pronti a chiamare il proprio popolo a una dimostrazione di numeri e forza. Si parte venerdì 1 giugno con il Partito democratico che ha indetto una manifestazione nazionale a Roma «in difesa delle istituzioni democratiche e della Costituzione in queste ore sotto un attacco senza precedenti». Al centro, la battaglia in difesa di Sergio Mattarella. Il giorno della Festa della Repubblia sarà invece il Movimento 5 stelle a scendere in piazza per un «grande evento», come lo ha definito il capo politico Luigi Di Maio, di cui si saprà di più nelle prossime ore. E nel weekend del 2 e 3 giugno anche la Lega Nord si mobiliterà in «mille piazze».

La manifestazione del Partito democratico
I primi a scendere in piazza saranno i militanti del Pd. L'annuncio arriva sulla pagina Facebook del partito: «Domani il Partito democratico sarà in tutto il Paese per una mobilitazione in difesa delle istituzioni democratiche e della Costituzione in queste ore sotto un attacco senza precedenti. Ciò che i presunti vincitori delle elezioni hanno detto, dicono e annunciano, preoccupa e non può rimanere senza risposta. Stanno alzando irresponsabilmente i toni e dividono il Paese. Il Partito democratico attiva tutte le sue strutture territoriali e i suoi circoli con presidi aperti all'incontro con i cittadini giustamente preoccupati per quel che sta accadendo. La manifestazione nazionale si terrà a Roma il 1 giugno a partire dalle ore 17».

L'appello di Luigi Di Maio su Facebook
Con un duro video-messaggio in diretta su Facebook il capo politico del Movimento 5 stelle ha chiamato «iscritti, attivisti ed elettori» a mobilitarsi: «Non possiamo rimanere a guardare. Non possiamo neppure lasciarci anestetizzare dai media. Dobbiamo reagire subito e con fermezza. Abbiamo bisogno di simboli per farci sentire, ma soprattutto per farci vedere. Io oggi appenderò una bandiera italiana fuori dalla mia finestra, affinchè tutti la possano vedere, e vi chiedo di fare altrettanto.Tiriamo fuori il nostro orgoglio di essere cittadini italiani e rivendichiamo il diritto a decidere sul nostro futuro e sul nostro governo». Poi, l'immancabile lato 'social' della protesta: «Oltre ad appendere la bandiera vi chiedo anche di dire forte sui social, su Facebook, su Twitter, su instagram, dove volete, che #IlMioVotoConta. Metteteci una vostra foto, una foto della Costituzione, una foto del tricolore, ma per favore non mollate». Quindi, la piazza vera e propria: «Organizzeremo anche delle manifestazioni nelle principali città d'Italia, delle passeggiate, dei gesti simbolici, tutto quanto è possibile pacificamente fare per affermare il nostro diritto a determinare il nostro futuro. Il 2 giugno, il giorno della festa della Repubblica, invito tutti, tutti, tutti a venire a Roma dove faremo un grande evento, su questo stiamo già lavorando e entro domani vi daremo maggiori dettagli. Ma tutti dobbiamo esserci, con la nostra bandiera italiana per dire che noi valiamo, che è il nostro voto quello che conta».

Le «mille piazze» della Lega Nord»
Più che una chiamata, intanto quella di Matteo Salvini, leader del Carroccio, è una comunicazione. «Avevamo prenotato mille piazze per spiegare cosa volevamo fare al governo» ha spiegato il segretario della Lega Nord lasciando la Camera dopo un incontro con Luigi Di Maio a Cottarelli 'già incaricato'. «Adesso - ha spiegato Salvini - andremo lo stesso in piazza per dire come 'non' lo potremo fare per colpa di qualcuno». Dove, quel qualcuno, è ovviamente il capo dello Stato, Sergio Mattarella.

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