4 giugno 2020
Aggiornato 07:00
Governo

Renzi è già in campagna elettorale: «Lega e M5s pagheranno il conto di questo caos»

L'ex segretario del Pd pronto a ributtarsi in campagna elettorale: «Lega e M5s non erano alleate e hanno proposto un premier non eletto»

Matteo Renzi al Senato
Matteo Renzi al Senato ANSA

ROMA - Altro che «rispettare il popolo», l'alleanza Lega-M5s «non si è presentata alle elezioni», ha proposto un «premier non eletto e l'uscita dall'euro non era stata proposta da nessuno in campagna elettorale». L'ex segretario Pd Matteo Renzi torna all'attacco nella sua consueta e-news inviata a tutte le persone registrate al suo blog. «Loro non sono stati capaci» dice Renzi «o hanno avuto paura. Perché è facile promettere la luna in campagna elettorale, ma quando arriva la responsabilità di governare è più comodo scappare. Il disastro di questi giorni ha due responsabili: Salvini e Di Maio. Ma il conto lo pagano e lo pagheranno le famiglie italiane». L'ex leader Pd ricorda che «Cinque Stelle e Lega hanno passato la scorsa legislatura a inveire contro i premier non eletti. E hanno proposto un premier che non era mai stato eletto in Parlamento, in Regione, in Comune, in Europa. Mai eletto da nessuna parte, nemmeno nel consiglio pastorale (se fosse stato eletto lì, lo avrebbe sicuramente messo nel curriculum alla voce 'rilevanti esperienze ecclesiastiche'). Tutto perfettamente e costituzionalmente legittimo. Ma allora perché tante polemiche in passato?».

Un premier «non eletto» a capo di una «non-coalizione»
«Questo premier non eletto - continua - era alla testa di una coalizione che non si era presentata insieme alle elezioni. Perché quelli che oggi chiedono 'Rispettate il Popolo' dovrebbero ricordare che il Popolo sulle urne aveva trovato la Lega insieme a Berlusconi, non insieme a Grillo. Era accaduto anche nel 2013 con Pd, Ncd, Scelta civica. Solo che allora i grillini e i leghisti lo chiamavano 'Inciucio', oggi lo hanno chiamato 'Contratto'». Inoltre, «alle Elezioni del 4 marzo nessuno aveva proposto l'uscita dall'Euro. Non c'è nessuna maggioranza tra gli italiani che si sia espressa a favore dell'uscita dall'Euro. Gli unici due esponenti che hanno ipotizzato questa ipotesi sono stati i parlamentari leghisti Bagnai e Borghi. Bagnai è stato sconfitto nel collegio di Firenze dal sottoscritto. Borghi è stato sconfitto nel collegio di Siena da Padoan. Chi vuole uscire dall'Euro lo deve dire prima delle elezioni, non dopo».

«Caos colpa di qualche aspirante statista»
Matteo Renzi indica poi in Salvini e Di Maio i diretti responsabile di questa fase caotica: «Se l'Italia all'improvviso torna a rischiare non è colpa dell'arroganza di qualche cancelleria europea, ma dell'incompetenza di qualche aspirante statista italiano. Siamo più forti delle nostre paure. Rimettiamoci in gioco, tutti insieme. E salviamo l'Italia, i suoi risparmi, i suoi valori. Il suo futuro». Poi l'ex premier ricorda che «la crisi istituzionale che sta attraversando l'Italia nasce dal No al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Purtroppo sta avvenendo ciò che avevamo pronosticato: Paese più debole, litigi tra coalizioni, ricadute finanziarie. Occorre un sistema più semplice, che garantisca la sera stessa di sapere chi ha vinto. Come per i Sindaci, ma il ballottaggio funziona solo se è previsto per una sola Camera. Spero che finalmente ci sia l'onestà intellettuale di riconoscere che quella riforma non serviva a me: serviva all'Italia».

Il messaggio al Pd
Infine, una strigliata al Partito democratico: «Il Pd - spiega - non deve perdere neanche un secondo a litigare, ma offrire un'alternativa credibile. Repubblicana. Se gli estremisti vinceranno l'imminente sfida elettorale il conto lo pagheranno le famiglie, i piccoli imprenditori, i giovani, i pensionati, il popolo. E non si deve aver paura di sfidare a viso aperto i diffusori di bugie spaziali. Loro hanno i social e i talk, noi dovremo chiamare a raccolta più persone possibili anche al di fuori della stretta cerchia politica. Da oggi deve partire il coinvolgimento di tante persone che vedono il rischio che l'uscita dalla casa comune europea distrugga il futuro dei nostri figli. Casa per casa, porta a porta, piazza per piazza».

SEGUITECI SU ➡ Speciale crisi di governo

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal