Italia | Governo

Salvini invoca la coerenza: querela a Di Maio se non la smette e basta con le «eurofollie»

Il leader del Carroccio è esausto. Replica alle accuse di Di Maio e attacca l'Ue: non dobbiamo essere servi di Bruxelles

Il segretario della Lega Matteo Salvini a Euroflora
Il segretario della Lega Matteo Salvini a Euroflora (ANSA/LUCA ZENNARO)

GENOVA - "Mattarella sceglierà, sono pronto a metterci la faccia in prima persona, rischiando di farcela o di non farcela». Ancora una volta, seguendo un copione ormai stanco, Matteo Salvini ribadisce il concetto di sempre: ha fatto di tutto il segretario della Lega per tentare un avvicinamento di programmi, e di teste, con il M5s, ma dall'altra parte nulla, lo zero assoluto. "Nonostante gli insulti sono pronto a mettermi attorno a un tavolo con Di Maio", ma se il capo grillino continua a preferire "l'insulto e il litigio e a fare il bambino capriccioso mi spiace per lui e mi spiace per gli elettori grillini perché la voglia di cambiare era finta». Vuole mantenere fede ai patti presi con gli italiani Salvini, "senza nessun retropensiero». "Se per qualcuno coerenza e lealtà sono fuori moda, per me sono assolutamente valori importanti. Resto fedele non a Berlusconi, ma resto fedele e rispettoso del voto degli italiani" dichiara parlando con i giornalisti a margine di una visita a Camogli, in provincia di Genova, per sostenere il candidato sindaco del centrodestra. E durante la sua visita ad Euroflora chiarisce: "Ci tengo allo sviluppo della margherita Itala. La porterò a Roma per i prossimi giorni di trattative e consultazioni perché è una margherita più resistente: qui vince chi è più resistente. Quindi datemi tante margherite Itala così vediamo di mettere in piedi questo governo, che è un parto". 

"Non lavoro per elezioni domani"
Difficile sì questo governo da far uscire, malleabile anche, ma solo per lui, non per Di Maio. Quello che avrebbe più da guadagnare da elezioni domani mattina, stando al voto del Molise, del Friuli e ai sondaggi, sarebbe proprio Salvini. "Ma siccome non mi interessa che cresca la Lega e perda l'Italia, non lavoro per elezioni domani mattina" spiega in una intervista al Tg La7 di Enrico Mentana. Certamente, se ancora per altri giorni Di Maio e Renzi continuano a litigare, "o ci presentiamo da Mattarella da soli dicendo 'ci proviamo', oppure tirare a campare non è da me".

Querele per chi insulta 
Salvini replica anche a Di Maio dopo che questi lo aveva accusato di aver scelto Berlusconi per "le poltrone" e i suoi "guai finanziari». "Non rispondo a insulti e sciocchezze su soldi e poltrone, per noi lealtà e coerenza valgono più dei ministeri. Voglio dare un governo agli italiani, se i grillini preferiscono litigare lo faremo da soli. Bloccare anche la partenza dei lavori delle commissioni parlamentari è da irresponsabili». "Le mie sono scelte politiche dettate unicamente dalla coerenza, dalla lealtà e dal rispetto del voto degli italiani. Chiunque parli di soldi, prestiti, fideiussioni, regali e ricatti inesistenti a me e alla Lega, se finora è stato ignorato, da domani sarà querelato".

Ue: 2 mld in meno agli agricoltori per 10 in più all'immigrazione
La proposta ormai è chiara: "Se si vuole fare il governo si fa e si parte. Se si vuol cominciare a far lavorare il Parlamento, votando le commissioni di Camera e Senato, si fa e si parte. Se invece si vuole continuare a fare i capricci e litigare, a fare i bambini arroganti, ognuno fa le sue scelte e proviamo a fare tutto da soli». E mentre nel Belpaese continuiamo a perdere tempo - "Mentre in Italia si litiga e si aprono e si chiudono i "forni" - la Commissione europea propone un bilancio che toglie 2 miliardi di euro agli agricoltori italiani nei prossimi sette anni, e altri 2 miliardi ai Comuni italiani, per finanziare con 10 miliardi in più le politiche a favore dell'immigrazione. Qualcuno vuole che nasca l'"ennesimo governo servo di Bruxelles, io voglio guidare un governo che cominci a dire NO alle 'eurofollie' e metta al primo posto l'interesse dell'Italia». E su Twitter parte l'hashtag #maipiùservi.