23 ottobre 2018
Aggiornato 12:32

Martina «spodestato da Renzi»: impossibile guidare il Pd in queste condizioni

Il segretario democratico critica Matteo Renzi dopo la sua ospitata da Fazio
Matteo Renzi con Maurizio Martina
Matteo Renzi con Maurizio Martina (ANSA / Stefano Minnucci)

ROMA «In queste ore stiamo vivendo una situazione politica generale di estrema delicatezza. Per il rispetto che ho della comunità del Partito democratico porterò il mio punto di vista alla direzione nazionale di giovedì, che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione». Dopo le parole di Matteo Renzi a Che tempo che fa Maurizio Martina è incredulo: "Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema. Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito». 

"Pd ha bisogno di ripartenza su basi nuove"
Così – aggiunge – un partito rischia solo l’estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società; si smarrisce l’impegno per il cambiamento e non si aiuta il Paese. Per questo Martina dice di continuare a pensare che il Pd abbia innanzitutto bisogno di una vera ripartenza su basi nuove.  Se la direzione Pd deciderà di avviare un confronto con M5s della delegazione farà parte anche lui, assicura, lo stesso segretario reggente democratico durante 'L'intervista' su Skytg24. "Ci mancherebbe - dice rispondendo a una domanda - il segretario reggente è pienamente titolato farlo. Mi assumo oneri e onori".

Boccia: Martina sta facendo un grande lavoro
A dare manforte a Martina arriva l'amico Francesco Boccia. "Maurizio Martina sta facendo un grande lavoro per permettere al Partito Democratico e al Movimento 5 stelle di intavolare un dialogo serio sui temi. Siamo in una fase molto delicata, dopo settimane di stallo causate dalla pessima relazione politica costruita nei primi 50 giorni dopo il voto da Lega e M5S" ha detto il capogruppo dem in commissione speciale alla Camera, a margine di un dibattito politico nel Pd a Bari. Il Pd - ha aggiunto - ha la possibilità di trovare dei punti di contatto con il M5S e su quelli, accendere i motori di questa legislatura. "Renzi, per la sua storia politica e per gli importanti ruoli ricoperti nel partito e nelle istituzioni, potrebbe dare un grande contributo unitario al Pd finalizzato alla costruzione di una stagione politica nuova per il Paese", ha sottolineato.

Un Patto di Stato contro le povertà
Con Michele Emiliano e Fronte Democratico avevano individuato, sin dallo scorso congresso, nelle proposte di contrasto alle povertà le priorità delle politiche pubbliche e, spiega, "continuiamo a pensare che questo sia il terreno di confronto giusto e naturale con il M5S, pur consapevoli che ci sono e ci saranno alcuni punti di distanza su cui bisognerà lavorare». Boccia propone di firmare insieme un Patto di Stato contro tutte le povertà: "Confrontiamoci senza pregiudizi sulle misure per contrastarle e dare risposte ai bisogni degli ultimi e di chi è rimasto indietro. Nel PD serve un confronto franco e chiaro in direzione, per uscirne più uniti. Sono convinto possa prevalere il buon senso e l'apertura al dialogo, base di ogni confronto democratico".

Franceschini: Renzi un Signornò
Puntuale anche il commento del ministro uscente dei Beni culturali Dario Franceschini: «E’ arrivato nel Pd il tempo di fare chiarezza. Dalle sue dimissioni Renzi si è trasformato in un Signornò, disertando ogni discussione collegiale e smontando quello che il suo partito stava cercando di costruire. Un vero leader rispetta una comunità anche quando non la guida più»