25 settembre 2018
Aggiornato 03:00

Sanzioni alla Russia? L'Italia ha perso 12 miliardi in 4 anni

L'europarlamentare della Lega, Mara Bizzotto: «Non possiamo permettere che siano le nostre aziende e i nostri lavoratori a dover pagare le conseguenze di decisioni prese tra Bruxelles e Berlino»
Emmanuel Macron, Vladimir Putin e Angela Merkel
Emmanuel Macron, Vladimir Putin e Angela Merkel (ANSA)

ROMA - «Le sanzioni UE alla Russia, ormai in vigore da fine luglio 2014, e il conseguente embargo russo (introdotto il 6 agosto 2014) continuano ad avere un impatto pesantissimo sull'economia italiana e veneta. Dal 2013, ultimo anno prima delle sanzioni UE e dell'embargo, ad oggi, le aziende venete hanno perso la spaventosa cifra di oltre 2 miliardi di euro di esportazioni. Per l'Italia le perdite per le mancate esportazioni ammontano a circa 12 miliardi di euro. Numeri impressionanti che devono far capire a tutti che le sanzioni UE alla Russia vanno tolte il prima possibile». Lo ha dichiarato in una nota l'europarlamentare della Lega Mara Bizzotto che, raccogliendo l'appello di molte associazioni di categoria (Confindustria, Confartigianato, Coldiretti), ha presentato un'interrogazione urgente alla Commissione Ue sulle «pesanti ricadute e i gravi danni economici provocati dalle sanzioni Ue e dall'embargo russo al sistema economico-imprenditoriale italiano e veneto».

Danneggiati il comparto agricolo e pesca
«L'export veneto verso la Russia - ha spiegato l'eurodeputata Bizzotto - è stato duramente colpito dagli effetti diretti ed indiretti delle sanzioni e dell'embargo russo. Secondo i dati elaborati dal Sistema Statistico della Regione Veneto, in questi 4 anni le aziende venete hanno perso oltre 2 miliardi di euro di fatturato di mancate esportazioni verso la Russia (rispetto al 2013, l'export ha registrato un calo di 183.321.915 euro nel 2014, di 691.845.611 euro nel 2015, di 656.416.612 euro nel 2016 e di 505.472.264 euro nel 2017). I settori più danneggiati sono il comparto agricolo e della pesca (dai 20.498.805 euro del 2013 ai soli 2.337.250 euro nel 2017), il comparto dei prodotti alimentari (da 70.605.788 euro agli attuali 45.269.630 euro), il settore del tessile, abbigliamento e pelli (nel 2013 esportavamo per 376.943.449 euro, oggi 262.014.083 euro), e quello legato ad altre attività manifatturiere (nel 2013 eravamo a 289.942.660, oggi siamo a 167.472.689 euro). L'Italia, nel suo complesso, ha preso una batosta ancora più forte, con perdite che arrivano a circa 12 miliardi di euro (nel 2014 l'export ha registrato un calo di 1.268.964.443 euro, nel 2015 di 3.678.491.420 euro, nel 2016 di 4.081.223.638 euro e nel 2017 di 2.786.961.761 euro)».

L'Ue fermi questa assurda corsa alle sanzioni
«Le sanzioni Ue contro la Russia - ha sottolineato ancora Mara Bizzotto - sono in scadenza il 31 luglio 2018 ma a Bruxelles stanno già programmando di prolungarle di altri 6 mesi e persino di inasprirle con la messa a punto di nuove misure restrittive contro Mosca: una decisione sconsiderata che danneggerebbe ancora di più l'economia italiana e veneta».
«L'Ue fermi questa assurda corsa alle sanzioni, che si è rivelata dannosa sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista diplomatico, e pensi piuttosto ad un urgente piano di azioni compensative in grado di fornire finanziamenti straordinari a favore di tutte le aziende danneggiate dall'embargo. Non possiamo permettere - ha concluso l'europerlamentare leghista - che siano ancora una volta le nostre aziende e i nostri lavoratori a dover pagare le conseguenze di decisioni prese tra Bruxelles e Berlino».