18 agosto 2018
Aggiornato 20:00

Renzi anticipa la «Direzione dell'addio» e scrive all'amico malato di Sla: mi dimetto ma non mollo

Prima dell'avvio della Direzione del Partito democratico, Matteo Renzi pubblica una enews in cui dice chiaramente che non mollerà
Il segretario uscente del Pd Matteo Renzi
Il segretario uscente del Pd Matteo Renzi (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - La "Direzione dell'addio" ha appena preso il via ma Matteo Renzi gioca d'anticipo e nella sua enews annuncia: "Mi dimetto, ma non mollo». "Ho ricevuto e mail bellissime in questi giorni - scrive il segretario dimissionario Pd - . Mi scuso se non riuscirò a rispondere a tutti uno per uno come vorrei». "Paolo però merita un'eccezione. È un ragazzo molto giovane, straordinario, che combatte contro la Sla. L'ho conosciuto 10 mesi fa a Milano, durante un incontro con Barack Obama. Siamo rimasti in contatto in questi mesi", spiega. E pubblica la lettera in cui il suo sostenitore lo invita a "ritirare le dimissioni" e gli domanda: "Ma perché ti sei preso delle responsabilità che tu non hai? Guai a te - scrive Paolo - se la dai vinta a quei franchi tiratori dei finti amici, che pur di fare un dispetto al comandante della nave, hanno forato lo scafo, dimenticandosi che c'erano a bordo anche loro. Fai pulizia in casa, caccia via chi non ti merita e poi vedrai".

Le parole di Matteo
Ed ecco la risposta di Renzi: 

"Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri. E quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te. Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu! A tutti quelli che mi hanno scritto chiedendomi di non mollare rispondo nello stesso modo".

Un nuovo partito alla Macron?
Tra i Dem c'è chi è convinto che Matteo stia mettendo insieme i pezzi per formare un nuovo partito, alla Macron, anche se proprio questa mattina nell'intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo sul Corriere lo stesso segretario dimissionario ha negato in maniera assoluta. In questa difficile fase transitoria il Pd sarà retto da Maurizio Martina, che annuncerà una gestione collegiale, ancora da capire però. Matteo Renzi ha fatto sapere che non presenzierà alla direzione del Partito democratico, durante la quale verrà ufficializzata la fine dell'era Renzi con la sua lettera di dimissioni e la relazione del vicesegretario Maurizio Martina con al centro le parole d'ordine "unità" e "collegialità». Ma attenzione, perché secondo alcuni dentro al partito i renziani potrebbero restare la maggioranza. Orfini è categorico: "Il Pd non si ricostruisce senza il contributo di Renzi".