16 settembre 2019
Aggiornato 02:00

Pd: Zingaretti incassa il sì di Chiamparino, che abbandona Renzi

"In direzione bisogna trovare una soluzione collegiale, unitaria". Chiamparino appoggia il governatore del Lazio e propone la sua soluzione

Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino
Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ANSA

ROMA - Non è durato molto il suo ruolo di "traghettatore" del Pd nazionale in questa fase burrascosa. Anzi, non è proprio nemmeno cominciato. Sergio Chiamparino, che si era offerto alla testa del partito per fare da "Caronte" lungo questo fiume infernale, ha già dovuto retrocedere di qualche passo facendo sapere che si accontenterebbe pure di guidare quello piemontese. Una mossa per dare lui le carte nel processo di successione in Regione Piemonte, ovviamente. Tuttavia, il governatore piemontese non rinuncia a dire la sua, superando de facto la stagione renziana a sfoderando un assist importante a Nicola Zingaretti, che si dice pronto a correre per le primarie. "La stagione di Matteo Renzi è finita? In questa fase politica, sì. Ma non è detto che sia finita per sempre. Può continuare ad essere una risorsa importante e tornare a svolgere un ruolo di primo piano" ha dichiarato Chiamparino a Circo Massimo su Radio Capital.

L'endorsement a Zingaretti
Sulla candidatura di Nicola Zingaretti alle primarie del Pd "potrebbe essere una candidatura su cui investire per ricostruire un campo democratico e di sinistra in Italia». Quanto a Carlo Calenda, l'ex sindaco di Torino dice: "Trovo importante che si sia iscritto al PD. Su Embraco ha lavorato benissimo, ma da qui a fare il segretario ce ne corre, soprattutto in termini di proposte programmatiche e di progetto politico".

"Soluzione collegiale"
"Lo scambio di battute fra Orlando e Luca Lotti - ha osservato - è una di quelle cose a cui si deve mettere fine. In direzione bisogna trovare una soluzione collegiale, unitaria». Unità "sulla ricerca delle ragioni per le quali abbamo subito una sconfitta storica e su quali sono gli elementi su cui lavorare per ricostruire i contorni di una comunità politica, che sono venuti meno. È questo che ci ha fatto perdere». "Abbiamo inseguito gli avversari - ha sottolineato Chiamparino - ma con moderazione. Gli elettori hanno preferito l'originale alla fotocopia".

Tornare alle urne con una piccola modifica alla legge elettorale
"Sul governo bisognerebbe fare referendum con la base, su modello della SPD». "Piuttosto che fare pasticci - conclude Chiamparino - è meglio tornare a votare. Basterebbe fare una piccola modifica alla legge elettorale: aumentare i collegi uninominali e consentire il voto disgiunto. Così si arriverebbe a una maggioranza senza premi".

"Lettera Di Maio arroganza politica"
Quanto al dialogo con M5S, osserva: "Non è che siamo noi ad andare all'opposizione: ci hanno mandato i cittadini. L'esercizio di responsabilità devono farlo quelli che hanno vinto, non quelli che hanno perso. La lettera di Luigi Di Maio a Repubblica è un esercizio non di responsabilità ma di arroganza politica». Tuttavia "chi sta all'opposizione parla. E si parla con tutti. L'opposizione non è l'Aventino".