19 settembre 2018
Aggiornato 04:00

La profezia di «Chicco»: ecco come finirà secondo Mentana

Il re delle maratone elettorali Enrico Mentana lancia la sua profezia sull'esito delle consultazioni di questi giorni
Il direttore del TgLa7 Enrico Mentana
Il direttore del TgLa7 Enrico Mentana (ANSA / MATTEO BAZZI)

ROMA - Già ribattezzato "eroe d'Italia" per aver portato avanti tutta la notte la sua #maratonaMentana, ha seguito e inseguito exit poll, proiezioni, risultati, scenari e analisi post elezioni, senza mai fermarsi un attimo o quasi (qualcuno si chiede "avrà almeno mangiato?"). Ha letteralmente sbancato l'Auditel facendolo volare a quota 2.278.000 spettatori con il 15.2% di share. Ora, a pochi giorni dal voto, il direttore del TgLa7 lancia dalla sua pagina Facebook una profezia amara ma quantomai plausibile: il ritorno alle urne, entro la fine dell'anno.

Si torna al voto
Mentana è convinto che non si arriverà a nessuna maggioranza: nessun accordo dunque tra Di Maio, Salvini, Pd, diversamente intrecciati. Secondo "Chicco", se i dem cedessero i loro voti perderebbero ulteriormente consenso, rischiando addirittura l'estinzione.  "Secondo me entro l'anno si torna a votare: la coalizione egemone al nord non può certo permettere che governi la lista egemone al sud, e viceversa" scrive. "Che governino insieme centrodestra e M5s è davvero difficile pensarlo, per incompatibilità, perché ciascuna delle due pretenderebbe per sé il premier, e per non lasciare il monopolio dell'opposizione al Pd, rivitalizzandolo. Né il Pd, dopo la batosta, può pensare di fare la ruota di scorta a qualsiasi governo guidato da altri: sarebbe la via più veloce all'estinzione. Quindi...".

L'ago della bilancia? Il presidente
In questo quadro l’unico protagonista pare essere il presidente Sergio Mattarella, che continua a fare appello al senso di responsabilità dei partiti. Destinatario del messaggio è, come ovvio, soprattutto il Partito democratico, poiché al Colle l’ipotesi di un governo guidato da Salvini non piace e l’unica via di uscita sarebbe quella di convincere il Pd a sostenere un governo guidato dal M5s. Secondo diverse indiscrezioni, alcuni pezzi grossi del Pd starebbero persino trattando per ottenere una delle presidenze delle Camere in cambio dell’appoggio ai grillini. L'elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento ci restituiranno infatti gli esiti, reali, dei dialoghi informali in cui si stanno scervellando tutte le forze in campo che contano.