10 dicembre 2019
Aggiornato 13:30

Il retroscena: Mattarella punta a un governo M5s-Pd?

Alcuni retroscenisti sostengono che il Presidente della Repubblica starebbe seriamente considerando un esecutivo M5s sostenuto dal Pd

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ANSA

ROMA - Mentre i partiti discutono le strategie per le imminenti consultazioni, sulle stanze del Quirinale grava un'enorme responsabilità politica: quella di intepretare il voto degli italiani e provare a traghettare l'Italia fuori dall'impasse. A Sergio Mattarella, in effetti, si impone una scelta difficile: partire dalla prima coalizione o dal primo partito? Una scelta che sarà vissuta, dalla parte esclusa, necessariamente come un'ingiustizia. D'altronde, pare inimmaginabile che il presidente della Repubblica possa escludere dal nuovo governo un partito come il Movimento Cinque Stelle, che ha doppiato il più votato dopo di lui (la Lega). E i retroscenisti parlano di un Mattarella orientato, in queste ore, per lo scenario che «avvantaggia» M5S, con un appoggio esterno del Pd. 

Opzione M5s-Pd?
Pare che il Capo dello Stato abbia puntato su questa opzione, negli scorsi giorni, scatenando peraltro le ire di Matteo Renzi. I media parlano di un canale aperto subito dopo il voto con Luigi Di Maio, che già poche ore prima aveva informato Mattarella della sua squadra di ministri. Il Giornale, oltretutto, parla di una solida frequentazione tra Di Maio e l'attuale segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti. 

Ma il Pd esclude sostegno ai Cinque Stelle
Comunque sia, è chiaro che la posizione di Mattarella, lungi dall'essere motivata da supposti personalismi, pare complicata. Tanto più che dal Pd la grande maggioranza dei big si è già affrettata ad escludere qualsiasi asse con il M5s. Il neoiscritto Carlo Calenda, addirittura, ha minacciato di trasformare il suo tesseramento nel più breve della storia. E anche il leader della minoranza Andrea Orlando - ben lontano dalla posizione dell'altro esponente della minoranza e suo sfidante alle primarie Michele Emiliano, ha dichiarato di escludere qualsiasi forma di sostegno ai Cinque Stelle, fermo restando che il dialogo non si nega a nessuno.  Ma secondo il Giornale, diversi parlamentari vicini a Mattarella, siciliani e non, avrebbero avuto contatti telefonici e personali con molti esponenti del Pd invitandoli ad essere «ragionevoli e responsabili». E accettare di sostenere i Cinque Stelle, che ora non fanno più paura nemmeno alla Confindustria.  Sarebbe esclusa, al momento, l'ipotesi di un governo Salvini, al quale il Pd non darebbe mai il suo sostegno.