Italia | Elezioni politiche 2018

Renzi si smarca: «Niente consultazioni al Quirinale, vado a sciare». Ma blinda il suo «no» a un accordo con M5s

E intanto, la segreteria Pd perde un altro pezzo: Debora Serracchiani ha annunciato le sue dimissioni

Il segretario Pd Matteo Renzi
Il segretario Pd Matteo Renzi (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - In area Pd la tensione è palpabile, e non solo per il rovinoso crollo elettorale delle elezioni del 4 marzo, ma anche per il destino del partito. Che, secondo molti, è tenuto in ostaggio da Matteo Renzi, che ha annunciato le sue dimissioni rimandandole, però, a data da destinarsi, e non che non ha rinunciato a tirare le orecchie ai compagni dem e a dettare la linea: no a qualsiasi forma di sostegno agli «estremisti». Una linea che non pare essere del tutto condivisa, per esempio da Michele Emiliano che ha invece aperto a un sostegno a Di Maio. Ad ogni modo, Renzi ha annunciato che non parteciperà alle consultazioni al Quirinale. Rispondendo a Massimo Giannini di Circo Massimo, su Radio Capital, Renzi ha chiarito: «Le dimissioni non sono finte, le ho firmate. La delegazione che salirà al Colle si decide in direzione lunedì prossimo. Non la guido io, vado a sciare».  Un allontanamento che però, secondo i media, non imperdirà a Renzi di blindare la sua linea, impedendo l'accordo per la formazione di un governo a Cinque Stelle. 

Serracchiani si dimette
Nel frattempo, la segreteria Pd perde un altro pezzo. La governatrice del Friuli Debora Serracchiani ha annunciato le proprie dimissioni in una nota: "Alla luce del risultato delle elezioni, per senso di responsabilità nei confronti di tutta la comunità del partito, ho preso la decisione di dimettermi dalla Segreteria nazionale del Pd». E ha aggiunto: «Oggi stesso - ha aggiunto - farò pervenire al segretario nazionale la lettera formale con cui comunico un atto che reputo doveroso e improrogabile».