10 dicembre 2018
Aggiornato 14:00

Piemonte, il centrodestra al Senato sfiora il cappotto. Chiamparino invoca l'azzeramento dei vertici

Su otto collegi uninominali del Senato in Piemonte sette seggi vanno al centrodestra, uno al centrosinistra. Spicca la sconfitta a Collegno di Esposito
Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino con accanto la sindaca di Torino Chiara Appendino
Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino con accanto la sindaca di Torino Chiara Appendino (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

TORINO - Su otto collegi uninominali del Senato in Piemonte, pressoché completati, sette seggi vanno al centrodestra, uno al centrosinistra. Spicca la sconfitta nel collegio di Collegno del senatore Pd Stefano Esposito, che ha annunciato il suo addio alla politica. A Torino Mauro Laus, presidente Pd del consiglio regionale, vince con il 33,6% di un soffio su Paola Gobetti del centrodestra, indietro di meno di mille voti. A Collegno si impone Roberta Ferrero, centrodestra, con il 33,6%. Alle ultime schede il Pd Esposito retrocede addirittura dalla seconda alla terza posizione superato di qualche centinaio di voti dalla grillina Elisa Pirro (29,7%). Tra i collegi uninominali alla Camera del Piemonte nella città metropolitana si registra la sconfitta dei candidati del centrosinistra. Quattro seggi vanno al centrodestra, 1 al M5s. Ai grillini va il seggio di Collegno, Celeste D'Arrando si afferma con il 34,4%. Definitiva la vittoria del leghista Alessandro Benvenuto a Ivrea (42,7%), così come quella di Claudia Porchietto (Fi) a Moncalieri con il 37%. Poi Daniela Ruffino, consigliera regionale Fi, con il 37,4%, a Pinerolo, e Giacometto Carluccio, centrodestra, a Settimo con il 36,3%.

Tutti i numeri della città metropolitana
Tra gli sconfitti più illustri la parlamentare Pd Francesca Bonomo, terza nel collegio di Ivrea, l'assessore regionale all'Istruzione del Pd, Gianna Pentenero a Settimo, giunta terza, con il 26%. A Torino, Domenico Fioravanti (M5s e indicato come ministro dello sport da Di Maio) si è piazzato (29%) dietro l'esponente di Fi Roberto Rosso, ma quasi tre punti davanti alla radicale Silvja Manzi. Fuori anche l'ex consigliere regionale Pd Roberto Placido, ora Leu, sconfitto a Torino 3. A Settimo Virginia Tiraboschi, Forza Italia, con il 39,6% è davanti al M5s Pino Masciari (28,2%). A Moncalieri Marzia Casolati, della Lega, vince con il 37,6% seguita dal grillino Marco Scibona con il 31,6%. Fuori dall'area metropolitana a Novara si impone Gaetano Nastri, centrodestra, con il 46,4%, a Vercelli Gilberto Pichetto (Fi) è primo con il 46,8%. Ad Alessandria, Massimo Berruti (forza Italia) vince con il 45,2%, a Cuneo, Marco Perosino, sindaco di Priocca di Forza Italia, vince con il 46,3% dei voti. Per quanto riguarda la Camera nei collegi uninominali a Torino 1 si impone nettamente Andrea Giorgis, 40,93%, a Torino 2 Roberto Rosso, centrodestra (36,4%), a Torino 3 Augusta Montaruli (Fdi), (33,4%) che batte di un soffio la parlamentare Pd uscente Paola Bragantini (33,21%), mentre il Pd Stefano Lepri (32,8%) si impone nel collegio Torino quattro.

E fuori?
Più si lascia l'area metropolitana di Torino e più la Lega raccoglie consenso. Il centrodestra si aggiudica tutti i collegi uninominali alla Camera della circoscrizioni Piemonte 2. Cinque sono esponenti leghisti. A cominciare da Riccardo Molinari che vince ad Alessandria con il 44,6%, ad Andrea Giaccone ad Asti che prevale con il 45,1%, a Flavio Gastaldi a Cuneo con il 46,7% che ha quasi doppiato il rivale di centrosinistra ed ex viceministro Andrea Olivero, a Luigi Gusmeroli, sindaco di Arona, che raccoglie il 45,8% nel collegio di Novara, a Paolo Tiramani, sindaco di Borgosesia che si afferma a Vercelli con il 47%. Poi a Biella Andrea Delmastro Delle Vedove (Fdi) con il 47,1%, che lascia molto indietro il sottosegretario Pd al Lavoro con il governo Gentiloni, Luigi Bobba, 22,07%, e ad Alba l'ex ministro Nci Enrico Costa stravince sfiorando la metà delle schede (48,2%) e lasciando le briciole all'assessore regionale ai trasporti del Pd Francesco Balocco (22,3%).

Chiamparino: "Azzeramento dei vertici"
"Non c'è dubbio che siamo di fronte a una sconfitta nostra e di tutta la sinistra, sia sul piano nazionale che in tutto il Piemonte, a eccezione di qualche isola torinese, in cui il Pd si conferma la prima forza, e la coalizione si avvantaggia del consenso assai rilevante avuto dalla lista Bonino" ha commentato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino dopo l'esito del voto. "Per quanto riguarda ancora il torinese, e solo il torinese - prosegue Chiamparino -, è evidente che se il centrosinistra fosse stato unito forse non avremmo perso in alcuni collegi. Al posto di quegli esponenti del centro destra che hanno già le bottiglie in fresco da stappare alle prossime regionali, la prenderei con una certa calma - osserva Chiamparino - ogni elezione ha la sua storia, un anno è lungo e possono succedere molte cose, sia a livello locale che nazionale. Ricordo di aver vinto, nel 2001, da sindaco a Torino quando Berlusconi trionfava in tutta Italia".  "Sul piano nazionale - conclude Chiamparino - mi sembra che si imponga l'apertura di una discussione congressuale, partendo ovviamente dall'azzeramento dei vertici. Il problema però non può essere solo questo o quel segretario o segretaria: il tema è in tutta evidenza -anche alla luce della crisi di tutta la sinistra europea - ritrovare l'identità e il programma di una sinistra che sappia governare guardando ai giovani, alla crescita e all'inclusione sociale".

Appendino: "Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità"
Ma il Piemonte riporta anche lo strano caso, o forse premonitore chissà, del suo capoluogo a marchio 5S che è stato clamorosamente battuto dal Pd. Proprio quel Pd così tanto contestato, e asfaltato in tutto il Paese, qui (e a Milano) ha incredibilmente tenuto, e vinto. "Le urne ci restituiscono un risultato storico per il M5S. Congratulazioni a Luigi Di Maio e a tutte le persone che ci hanno sostenuto in questa difficile campagna elettorale" ha commentato Chiara Appendino in un post su Facebook. A Torino, osserva la sindaca, "il M5S, prendendo come riferimento la Camera dei Deputati, ha riconfermato il numero di voti delle scorse Comunali mentre ha avuto un leggero calo rispetto alle Politiche del 2013». "In questo anno e mezzo abbiamo fatto alcune scelte dettate dal gravoso impegno di rimettere in ordine i conti della Città per evitarne il dissesto - si difende Appendino - non ci siamo sottratti in alcun modo a questa responsabilità e non lo faremo fino a quando questo obiettivo non sarà stato raggiunto. Tornando allo scenario nazionale e guardando la distribuzione del voto - conclude la sindaca - emerge un paese spaccato in due, un segnale di cui il prossimo governo dovrà tener conto".