15 dicembre 2018
Aggiornato 06:30

Rovina Pd: Gentiloni, Renzi e Boschi eletti. Minniti e Fedeli fuori (in buona compagnia)

La spuntano Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Maria Elena Boschi: ma queste elezioni hanno tagliato diverse teste tra i leader di Pd e dintorni
Alcuni esponenti del Governo e del vecchio Parlamento: il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, la presidente della Camera Laura Boldrini, il premier Paolo Gentiloni e la sottosegretaria Maria Elena Boschi
Alcuni esponenti del Governo e del vecchio Parlamento: il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, la presidente della Camera Laura Boldrini, il premier Paolo Gentiloni e la sottosegretaria Maria Elena Boschi (NSA/ TIBERIO BARCHIELLI - UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI)

ROMA - Se c'è un dato certo in queste elezioni politiche - oltre all'exploit di Lega e Movimento Cinque Stelle -, si tratta del tracollo del Pd di Matteo Renzi. Un tracollo ampiamente previsto da tutti, tranne che dai diretti interessati: solo nelle ultime ore, infatti, il segretario dem aveva precisato che, in caso il proprio partito non arrivasse primo, sarebbe stato pronto a diventare forza di opposizione. Ma la speranza che il Pd tenesse, nel Nazareno, pareva in apparenza resistere fino all'ultimo, salvo poi crollare rovinosamente all'uscita dei primi dati. In effetti, mezzo governo Gentiloni è uscito sconfitto da questa chiamata alle urne: pochi quelli che si sono salvati all'uninominale, tante le leadership impietosamente decapitate in tutta Italia.

Grasso, Boldrini, D'Alema 
E non solo nel Pd: i transfughi riunitisi in Liberi e Uguali si portano a casa un risultato misero, con i maggiori esponenti - Grasso, Boldrini, D'Alema - impietosamente sconfitti e incapaci di raggiungere il 5%.

Gentiloni-Renzi-Boschi dentro; Minniti-Pinotti-Franceschini-Fedeli-D'Alema fuori
Confermato Paolo Gentiloni, che sfiora il 42%, e Matteo Renzi, che conquista  a mani basse il proprio collegio uninominale. La "strategia  altoatesina" ha funzionato anche per Maria Elena Boschi; confermato anche Luca Lotti. È fuori invece il ministro della Difesa uscente Robera Pinotti, e il ministro dell’Interno Marco Minniti, che arriva solo terzo a Pesaro, sorpassato dal pentastellato Andrea Cecconi (al centro dello scandalo ‘Rimborsopoli’ e già allontanato dal M5s), e dall’esponente del centrodestra Anna Maria Renzoni Bezzicherri. Bocciati anche il ministro della Cultura Dario Franceschini, il ministro del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, e la titolare dell'istruzione Valeria Fedeli.  Non ce la fa neppure la vice-ministra dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, che sfidava Massimo D’Alema a Nardò: ma anche l'ex premier oggi leader di Liberi Uguali è andato lontanissimo dalla vittoria, conquistata dalla senatrice M5s Barbara Lezzi. 

Dentro Lorenzin-Bonino-Padoan-Madia
La spuntano invece Beatrice Lorenzin a Modena e Graziano Delrio a Reggio Emilia, oltre al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan nel collegio di Siena, dove invece l'economista della Lega, Claudio Borghi, è rimasto fuori. Buon risultato per Marianna Madia, capolista nel collegio di Roma2, che ha circa il 37,48% quando sono state scrutinate 180 sezioni su 201. Dentro anche Emma Bonino, nonostante la debacle del suo movimento: la leader di +Europa è in testa nel collegio Roma 1 con il 38,9% delle preferenze.