21 maggio 2022
Aggiornato 23:30
Elezioni politiche 2018

Elezioni, Juncker preoccupato per il 4 marzo: temo reazioni dei mercati

Il presidente della Commissione Ue ha espresso preoccupazioni riguardo al voto del 4 marzo e a un eventuale scenario di instabilità

BRUXELLES - Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha messo in guardia contro una «forte reazione» dei mercati dopo le elezioni in Italia, invitando a «prepararsi allo scenario peggiore." "La prima di marzo - ha detto - sarà una settimana molto importante nell'Unione europea", con il referendum interno dei socialdemocratici tedeschi su governo di coalizione con la Merkel e il voto in Italia. "Sono più preoccupato per l'esito delle elezioni italiane che per il referendum interno alla Spd», ha aggiunto. «Dobbiamo prepararci allo scenario peggiore», ha detto, «che potrebbe comportare che in Italia non vi sia un governo operativo e funzionante».

Gentiloni: tranquillizzerò Juncker
Immediate le reazioni dei politici di casa nostra. «Tranquilizzerò» il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha detto Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, durante la registrazione di Porta a porta. «I governi sono tutti operativi, non ce n'è uno più operativo e uno meno. I governi governano». «Gli italiani chiedono soprattutto a chi ha responsabilità di governo non tanto di urlare e litigare ma di cercare di affrontare i problemi. Non sono d'accordo sul vedere queste elezioni come un salto nel buio». «Penso sia molto importante - ha aggiunto - che le foze più affidabili e il centrosinistra di governo ha un ruolo fondamentale non buttino via i risultati di questi anni. Non ho paura del baratro, gli italiani sono consapevoli di proseguire gli sforzi fatti finora».

Romani: avremo governo stabile
Il presidente dei senatori di Forza Italia Paolo Romani ha invece osservato: «Vogliamo rasserenare il presidente della Commissione Ue: dopo il voto del 4 marzo in Italia ci sarà nuovamente un governo voluto dal popolo come non accade dal lontano 15 novembre 2011. Finalmente, ci sarà un governo di centrodestra che rimetterà in piedi l'Italia realizzando il programma condiviso, sul quale si pronunceranno gli elettori, che prevede fra l'altro un'azione decisa e autorevole per riformare l'Unione Europea che, così come si è venuta a trasformarsi, non risponde più alle grandi e lungimiranti intuizioni dei suoi padri fondatori. Noi vogliamo una grande Italia in una grande Europa dei popoli. Si rassicuri quindi Juncker, il popolo italiano si darà un governo di centrodestra forte e stabile»

Bonino: lo dicono tutti...
«Juncker dice quello che dicono tutti i commentatori. Del resto, è intervenuto anche su Brexit e sulla Catalogna. Non è che stiamo facendo una grande figura di serietà...Ma se riusciamo a convincere una parte consistente di questo mare di astensionisti possiamo avere delle sorprese nonostante una pessima legge elettorale, che è stata fatta in modo tale che nessuno avesse la maggioranza», è stata la risposta di Emma Bonino, affidata a Corrierelibe dopo che Juncker ha invitato a prepararsi a un governo non operativo in Italia.

Grasso: conseguenza di questa legge elettorale
«Quello che ha detto Juncker è la fotografia del prodotto di questa legge elettorale ingannevole che non garantisce né rappresentanza né stabilità. Lo diciamo da sempre» ha invece osservato il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, arrivando alla Camera del lavoro di Milano per una iniziativa elettorale, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle parole del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, circa i rischi di stallo dopo il voto del 4 marzo. In ogni caso, ha precisato Grasso, «un governo ci sarà sempre: su questo ha già risposto Gentiloni».

M5S: grave ingerenza
Più duro il Movimento 5 Stelle. «Le affermazioni di Juncker rappresentano una grave ingerenza negli affari interni del nostro Paese. Stia tranquillo il presidente della commissione Ue, sarà il Movimento 5 stelle ad assicurare all'Italia un governo stabile, responsabile e più forte in Europa", afferma in una nota la parlamentare del Movimento 5 Stelle Laura Castelli, che aggiunge: «Juncker finge di ignorare che la causa dell'incertezza sull'esito finale del voto italiano è da attribuire ai suoi alleati Berlusconi e Renzi che hanno approvato il Rosatellum, la legge elettorale più brutta del mondo, nata solo per danneggiare il Movimento 5 stelle».