17 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Le elezioni secondo Marco Minniti

Renzi, Berlusconi, i Cinquestelle, le alleanze, l'Italia dopo il 4 marzo. Il ministro dell'Interno Marco Minniti parla di elezioni in un'intervista a Repubblica
Il ministro dell'Interno Marco Minniti
Il ministro dell'Interno Marco Minniti (ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

ROMA -  Renzi e Berlusconi, la rimborsopoli dei Cinque Stelle, le alleanze, l'Italia dopo il 4 marzo. Il ministro dell'Interno Marco Minniti parla a 360 gradi in una lunga intervista a Repubblica dell'appuntamento alle urne che si avvicina e degli equilibri politici che si stanno delineando. «Forse (Berlusconi,ndr) lo vorrebbe ma Renzi non si alleerà mai con Berlusconi. Semmai pensa che Berlusconi avrà verso il Partito democratico un comportamento neutrale. E' possibile che questo avvenga ma certo non di più» afferma. I Cinquestelle? «Di Maio sta facendo alleanze sottobanco, con la scusa di associarsi a personalità di grande competenza in singoli settori... Questo persino nella prospettiva di una loro eventuale presenza al Quirinale quando Mattarella sarà scaduto», sottolinea. Ma, aggiunge Minniti, «è accaduto nel frattempo che abbiamo scoperto una serie di mascalzoni tra i loro candidati» e «si è sviluppata una lotta interna tra Di Maio e molti altri esponenti del Movimento ormai diventato partito. Ma alleanze politiche non ne faranno e quindi credo che perderanno terreno se la politica del Pd aumenterà l'efficienza, gli ideali e la raccolta di una nuova grande sinistra».

A destra?
Minniti ha insistito sul fatto che nel centrodestra «l'alleanza con Salvini è puramente figurativa. Berlusconi si prepara semmai ad alleanze di altro genere» come quella con Renzi che però il segretario dem, secondo il ministro dell'Interno, rifiuterà.

Il consiglio a Matteo Renzi
Quanto al Pd, «Ho suggerito a Matteo Renzi di non andare al governo - aggiunge Minniti -. Gentiloni deve continuare come governo di ordinaria amministrazione perché questa è l'intenzione del nostro presidente della Repubblica"». «Questo rinvio - spiega - può durare sei mesi, otto mesi, un anno ma poi bisognerà indire ovviamente nuove elezioni. E' possibile che Gentiloni venga rieletto per un vero e nuovo incarico, ma avrà sicuramente anche altri concorrenti e non è escluso che abbiano la meglio. In teoria tra questi ci può benissimo essere anche Renzi ma suppongo che non lo farà». A Renzi, ribadisce Minniti, «ho sempre suggerito di non limitarsi a mettere nella lista dei candidati i suoi fedelissimi. Dovrebbe dare spazio a tutti». «Se quelli che hanno formato un altro partito con il nome che gli ha dato Pietro Grasso fossero rimasti dentro come per esempio Cuperlo, sarebbe stato solo un bene e un esempio di partito forte e libero», conclude.