4 giugno 2020
Aggiornato 10:00
Relazioni internazionali

«Così il Pd e gli altri partiti globalisti fanno gli interessi di Qatar e Arabia Saudita»

Dalla Clinton negli Usa a Macron in Francia: gli Stati finanziatori del terrorismo sostengono i politici più globalisti. E in Italia fanno il tifo per il centrosinistra

MILANO – Potremmo definirla una strana triangolazione. È quella scoperta dall'analista di scenari internazionali Enrico Verga, che ha al centro nazioni come Qatar e Arabia Saudita, largamente riconosciute come finanziatori del terrorismo islamico: «Ci sono vari articoli di giornali italiani – racconta ai microfoni del DiariodelWeb.it – che suggeriscono che ci siano stati finanziamenti ad organizzazioni terroristiche, come Isis o Al Qaeda, o dai comportamenti assimilabili, come la Fratellanza musulmana». Dall'altro lato del triangolo, però, ci sono i partiti occidentali che sostengono le posizioni della globalizzazione. «Una delle maggiori entrate economiche per Qatar e Arabia Saudita viene dall'esportazione di materie prime, in particolare gas e petrolio. E gli Stati occidentali possono essere più aperte a stipulare contratti con loro se alla presidenza c'è un politico globalista, piuttosto che uno nazionalista».

Partiti democratici super global
Pensiamo agli Stati Uniti: «Il Partito democratico ha una posizione globalista fin dai tempi di Obama; la Clinton aveva in agenda una serie di accordi con Qatar e Arabia Saudita, che includevano anche accordi per la fornitura energetica, e infatti queste nazioni l'hanno finanziata, come si sa da dati pubblici. In Francia in passato il Qatar appoggiava Sarkozy, mentre con Macron non c'erano rapporti diretti: ma, quando lui era ministro dell'Economia, è stato creato un fondo qatarino che investe nelle perle dell'industria francese».

Strani legami
E in Italia? «Il partito per definizione più globalista è il Pd – prosegue Verga – È plausibile che il Qatar possa avere più interessi a sostenerlo, a livello informativo o economico. Facciamo l'esempio di Milano, dove sono arrivati diversi investimenti qatarini a livello edilizio, a partire dall'acquisto degli edifici della sede di Unicredit, quando il sindaco era di centrosinistra. Il Qatar Charity Fund, che si occupa di finanziare la costruzione di moschee o il sostegno a religiosi sunniti, è attivo in Italia soprattutto in comuni a guida Pd».E c'è stato un certo periodo in cui il Qatar ha avuto interessi verso la banca Mps, continua Verga, «anch'essa nella sfera di influenza del Pd e con sede in Toscana, da dove proviene Renzi. Non abbiamo prove che Qatar o Arabia Saudita finanzino il Pd, ma ripeto: è più facile che abbiano interesse ad avere come interlocutore un partito globalista, piuttosto che uno nazionalista». Insomma, se per questi motivi i partiti globalisti fanno anche gli interessi del Qatar o dell'Arabia Saudita, possiamo sostenere che loro facciano (indirettamente) il tifo per il Pd: «C'è un interesse commerciale ad avere l'apertura, da parte del prossimo governo, ad una serie di investimenti. Quindi è più plausibile pensare che una nazione che ha l'ambizione di esportare si possa giovare dall'avere dall'altra parte una realtà globalista. Come la coalizione di centrosinistra».

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