18 settembre 2018
Aggiornato 20:00

Napolitano si «giustifica»: tutti i Governi sono espressione della nostra democrazia parlamentare

L'ex Capo dello Stato al Corriere della Sera: «Il Presidente della Repubblica non può inventarsi un governo, dominus è il Parlamento»
Il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano con l'ex Premier, Mario Monti
Il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano con l'ex Premier, Mario Monti (ANSA)

MILANO - Gli scenari «che leggo sul dopo voto sono spesso pure fantasticherie, formule senza fondamento costituzionale. Ho esperienza in materia, visto che mi è stato attribuito il merito o il demerito di aver fatto nascere un qualche 'governo del presidente', magari 'tecnico', e posso dire che una simile fattispecie non esiste». Così il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervistato dal Corriere della Sera.

PARLAMENTO E' DOMINUS - «Il presidente non può inventarsi un governo perché dominus è il Parlamento - ha spiegato - tutti i governi sono espressione della nostra democrazia parlamentare».
Se non si riesce a formare un governo, è possibile tornare subito alle urne? «E' un'ipotesi estrema che non ha senso ora prospettare - ha risposto Napolitano - Tanto meno per esercitare una pressione indebita sul capo dello Stato. Sergio Mattarella agisce con il suo stile fatto di riserbo, prudenza e misura. Ogni tentativo di forzargli la mano sarebbe indebito e scorretto. Egli farà ogni sforzo perché nasca una soluzione, impiegando il potere di persuasione che è proprio del presidente».

ROZZE PROVOCAZIONI - «Non basta davvero la gentile concessione che, per adesso, non si farà un referendum per uscire dall’Europa, quando da certe parti il discorso continua ad essere intessuto di rozze provocazioni, come l’incitamento a violare le regole di bilancio europee, oppure di continui passi avanti e passi indietro, di programmi in cui si afferma e poi si nega. Ogni oscillazione sul cammino di una maggiore integrazione europea, ora rilanciata da Macron, va nella direzione opposta all’interesse nazionale. Perché l’unico orizzonte di crescita e progresso dell’Italia è l’Europa. Un programma per l’Europa, indubbiamente rigoroso e circostanziato, risulta quello che caratterizza la lista +Europa presentata da Emma Bonino anche in autonomia rispetto alla coalizione di cui fa parte. In generale, è bene che all’interno dei maggiori raggruppamenti si esprima una offerta elettorale differenziata, tale da evitare il rischio più grave cioè, come ha detto il Presidente Mattarella, che gli elettori se ne stiano a casa e per qualsiasi motivo non vadano a votare».