Italia | Elezioni politiche 2018

Pd, la guerra dei seggi tra Renzi e Orlando. Minoranza in subbuglio

Una notte di trattative al Nazareno non ha placato le tensioni tra maggioranza e minoranza. E a Bolzano salta la presentazione della Boschi

Il segretario Pd Matteo Renzi e il ministro della Giustizia e volto della minoranza Andrea Orlando.
Il segretario Pd Matteo Renzi e il ministro della Giustizia e volto della minoranza Andrea Orlando. (ANSA)

ROMA -È stata una notte in bianco quella trascorsa al Nazareno per la chiusura delle liste elettorali, una notte che, peraltro, non ha dato i risultati sperati e non è riuscita a sciogliere le tensioni nel Pd. Il segretario Matteo Renzi (che ha appositamente rimandato alla prossima settimana la partecipazione a 'Porta a Porta') ieri è stato tutto il giorno in riunione con lo stato maggiore del partito: il ministro dello Sport Luca Lotti, che segue il dossier delle candidature, il vice Maurizio Martina, il coordinatore della segreteria Lorenzo Guerini, il capogruppo alla Camera Ettore Rosato, Piero Fassino. La missione (quasi) impossibile era quella di completare il puzzle dei collegi uninominali e dei listini proporzionali, con la minoranza orlandiana in subbuglio. La componente che fa capo al ministro della Giustizia, infatti, chiede una quota di candidature pari al 20% ottenuto al congresso, ma Renzi, vista la prevedibile riduzione dei posti, è disposto a concederne meno.

Questioni aperte con Orlando e Emiliano
Proprio per risolvere la questione, in serata è andato in scena un nuovo faccia a faccia tra Orlando e il leader Dem, preceduto però da dichiarazioni distensive. Alle quali, tuttavia, non sono seguite le attese strette di mano. Le riunioni con Andrea Orlando e Michele Emiliano sono iniziate dopo l’una di questa notte e le trattative sono andate avanti, secondo la stampa, fino alle quattro del mattino. I negoziati, tuttavia, sarebbero tuttora in corso, perché la proposta della Segreteria è stata giudicata «insufficiente» dalla minoranza. Insufficiente perchè le concessioni del Segretario si attesterebbero attorno ai 15 seggi sicuri per l’area Orlando e tra i 6 e i 7 per la componente di Emiliano. Dagli orlandiani, la proposta viene giudicata «non accettabile sul piano dei numeri, della distribuzione territoriale e per il tentativo di scegliere anche i nomi all’interno dell’area Orlando». La minoranza resta convinta che i numeri prospettati da Renzi non rispecchierebbero gli equilibri congressuali. Dal canto suo, la maggioranza fa notare che un «sacrificio» nelle candidature sarà richiesto a tutti, dal momento che la pattuglia parlamentare del Pd è destinata ad assottigliarsi rispetto a questa legislatura.  

Il problema dei territori
Anche i territori, però, vogliono avere voci in capitolo e soprattutto posti per esponenti espressioni del territorio. Particolarmente complesso è il nodo della Campania: nelle scorse al Nazareno è arrivata la segretaria regionale Assunta Tartaglione, ma anche Piero De Luca, figlio del governatore Vincenzo. Per lui c'è pronto un posto a Salerno, ma è ancora da decidere se nel proporzionale o nel maggioritario. Sembra chiusa, invece, la questione Basilicata, dove correrà il capogruppo S&D al Parlamento europeo Gianni Pittella, anch'egli avvistato oggi in arrivo alla sede Dem. Intanto, tra le new entry, spunta il nome dell'imprenditore Riccardo Illy, che potrebbe correre a Trieste.

La lettera di Giachetti a Renzi
Scontento anche Roberto Giachetti, che scrive al segretario Pd in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook. «Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute», scrive il vicepresidente della Camera. «Ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e per la politica». «In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti. Sarei ipocrita se ti dicessi che la cosa non mi faccia piacere: penso che, in qualche modo, sia il riconoscimento di un impegno nel partito, e più in generale in politica, che mai mi era stato riconosciuto in passato. Di questo non posso che ringraziare, di cuore e con il cuore, sia te che hai creduto in me fin dall’ inizio quando davvero ci conoscevamo assai poco, che Paolo» Gentiloni «che invece mi conosce da una vita e che per una vita mi ha sostenuto anche nelle mie battaglie a lui più estranee», scrive Giachetti. E prosegue: «Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. Il Pd sta vivendo un momento difficile, e nella nostra difficoltà si riflettono tutti i pericoli per il Paese. E Marco mi ha sempre detto che è nei momenti difficili che bisogna crederci, anche rischiando. E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio. Conosco bene i tantissimi problemi che abbiamo nel cercare di trovare una quadra per garantire la presentazione di liste competitive in grado di tenere insieme la conferma di chi tanto si è impegnato in questi anni per dare impulso alla ripresa che si sta manifestando e la necessità di linfa nuova. So bene che la quadra sarà comunque dolorosa. Allora penso che sia mio dovere fare l’unica cosa che potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il centro sinistra e non la penalizzazione di un vero rinnovamento. Non voglio essere un tappo. Non sarò un tappo. Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute».

Salta la presentazione della Boschi a Bolzano
La prima a pagare le conseguenze della trattativa ancora in corso è stata la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, che avrebbe dovuto presentare la propria candidatura a Bolzano. L'evento sarebbe dovuto andare in scena questo pomeriggio, ma all’ultimo la seduta della direzione nazionale è stata spostata per consentire al segretario di trovare un accordo soprattutto con gli orlandiani. Come si apprende, la Boschi a questo punto potrebbe venire a Bolzano solo lunedì prossimo.