Italia | Elezioni politiche 2018

Brunetta: addio al Jobs Act, avremo una «legge Biagi 4.0»

Il capogruppo di Forza Italia: «Governo centrodestra correggerà legge Fornero e contrasterà la povertà. Cancelleremo la riforma Madia, è ridicola»

Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia
Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia (ANSA)

ROMA - «L'ultima riforma pensionistica, la legge Fornero, è scritta male, lo dimostrano le 8 salvaguardie agli esodati, costate 13 miliardi. Alla sostenibilità economica si deve aggiungere quella sociale. Che al momento non c'è». Addio al Jobs Act, «avremo una legge Biagi 4.0. Soprattutto bisogna intervenire sull'articolo 18: Renzi ha lasciato forme ibride di compromesso, noi puntiamo a un vero superamento con un indennizzo». Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a "Il Mattino".

SGRAVI CONTRIBUTIVI - "Ci sono varie povertà da aggredire attraverso diversi strumenti: il reddito di dignità, l'aumento delle pensioni minime, quelle per le mamme, la piena occupazione ai giovani, che non si raggiunge solo con gli sgravi contributivi. Pensiamo di impegnare complessivamente su questo versante 30 miliardi di euro. Ma il primo strumento si chiama crescita, che finora è mancata». Alle altre categorie aiuti attraverso «una social card che sarà finanziata dalla cartolarizzazione dei beni confiscati alla mafia».

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - «Cancellazione della ridicola legge Madia e ritorno alla mia riforma». Il centrodestra vuole riorganizzare la Pa «secondo il principio della pari dignità fra la Pubblica amministrazione e il cittadino». Il che vuol dire anche ricreare «nella scuola un rapporto diretto tra insegnante e allievi e nella sanità tra medici e pazienti». Sburocratizzazione con le "autocertificazioni preventive», pagamento immediato di tutti i debiti della Pa anche con i «titoli di Stato di piccolo taglio», e profonde modifiche del Codice degli appalti.

PIANO PER IL SUD - Inoltre, ha affermato ancora Brunetta, «anche il centrodestra ha il suo piano per il Sud: una piattaforma molto complessa. Terremo in tutta Italia referendum sull'autonomia sul modello lombardo-veneto per creare un regionalismo a geometria variabile, basato sui fabbisogni e sui costi standard. Saranno i territori a decidere quali competenze dell'articolo 116 della Costituzione richiedere e le relative risorse. Lo slogan sarà 'uno Stato meno invadente al Nord e più efficiente al Sud'. Poi ci sarà un grande piano infrastrutturale, perché al Meridione va garantita una perequazione di capitale fisico e umano con il resto del Paese, con risorse legate a un migliore uso delle potenzialità dei fondi europei».