26 giugno 2019
Aggiornato 16:30
Elezioni politiche 2018

Fedriga al DiariodelWeb.it: «Salvini o Berlusconi? Scelgono gli elettori»

Su legge Fornero e flat tax spuntano delle differenze tra Lega e Forza Italia. Ma il capogruppo del Carroccio minimizza: «Chi prende più voti deciderà la linea»

ROMAMassimiliano Fedriga, ipotizziamo che Matteo Salvini diventi il prossimo premier, lo scenario migliore per voi: cosa dovremmo aspettarci nei primi cento giorni?
Noi abbiamo messo nero su bianco, e ovviamente presenteremo nei prossimi giorni, il programma della Lega, i cui punti cardine sono: abolizione della riforma delle pensioni Fornero, con la riscrittura di una legge socialmente sostenibile; lotta all'immigrazione clandestina, quindi ricominciare con il controllo dei confini, con i rimpatri forzati e il blocco dell'accoglienza diffusa; legge sulla giustizia con legittima difesa e no agli sconti delle pene; e la questione della tassazione con la flat tax.

Mi viene da chiedere se abbiate avvisato Berlusconi, che su molti di questi punti non sembra d'accordo. A partire proprio dalla legge Fornero, per la quale lui prevede una correzione, più che un'abolizione.
Su questo noi abbiamo lavorato ad un programma condiviso, e io facevo parte di questa commissione, che deve ancora essere sottoscritto dai leader di partito. Ci sarà un programma generale di tutta la coalizione e poi ogni forza politica, all'interno di questo quadro, presenterà nello specifico il proprio. L'accordo fatto e che vogliamo presentare ai cittadini prevede che chi prenderà più voti nel sistema proporzionale esprimerà il presidente del Consiglio.

Però non si possono promettere due cose diverse tra il programma di coalizione e quello dei partiti.
Il programma di coalizione è un cappello generale, poi le sfumature sono diverse. Perché scegliere Berlusconi, Salvini o Meloni non è come decidere una figurina, non è un X-Factor come le parlamentarie del Pd. Vuol dire prendere una decisione soprattutto di carattere politico o programmatico.

Tra abolire e correggere non c'è una sfumatura, ma una differenza significativa.
Tutti siamo d'accordo che la legge Fornero non funziona e bisogna cambiarla radicalmente. Noi siamo dell'avviso che la strada sia quella dell'abolizione e della riscrittura di una nuova norma. Decideranno gli elettori.

Immagino che la risposta sia la stessa se le chiedo della flat tax. Voi parlate di un'aliquota del 15%, Berlusconi del 20%, Brunetta addirittura del 25%.
Credo che la volontà di tutti, anche di Forza Italia, sia quella di renderla più bassa possibile. Noi abbiamo fatto uno studio molto approfondito, che dimostra che la flat tax al 15% è l'unica che porta sviluppo ed è assolutamente sostenibile, visto che abbiamo individuato anche le coperture. Anche quello sarà un punto determinante del programma: siamo tutti d'accordo sulla flat tax, ma l'aliquota la sceglieranno gli elettori.

Eppure la storia recente dei governi di sinistra dimostra che governare con una coalizione che non la pensa allo stesso modo non porti molto lontano...
La pensiamo tutti allo stesso modo, è sulle soluzioni che deciderà chi prende la responsabilità della presidenza del Consiglio. C'è l'accordo di tutti di adeguarsi al risultato delle elezioni. Se la Lega avrà la maggioranza all'interno del centrodestra porteremo avanti il nostro programma, se ce l'avrà Berlusconi gli elettori avranno fatto una scelta.

Quindi se vince Berlusconi vi accoderete al programma di Forza Italia?
Cercheremo di portare avanti le nostre ragioni, ma gli elettori avranno fatto una scelta e non possiamo disattenderla. Non può essere una questione di bilancini di palazzo: vogliamo dare ai cittadini la possibilità di scegliere. E per la prima volta nella storia del centrodestra potranno scegliere non con strane primarie, ma con un voto democraticamente espresso e certificato all'interno delle urne. Per quello chiediamo di scegliere Salvini.

Tutto questo nel quadro di una vittoria del centrodestra che possa ottenere i numeri per governare da solo. Secondo i sondaggi questo scenario è molto improbabile, tanto che Berlusconi sembra già pronto ad apparecchiarsi il piano B delle larghe intese. Anche voi avete un piano B, magari con i Cinque stelle?
Noi abbiamo solo un piano A: quello di ottenere la maggioranza su volontà degli elettori. Siamo fortemente contrari a qualsiasi tipo di accordo e accordicchio, perché pensiamo che significhi tradire la volontà dei cittadini.

Quindi qualsiasi altra ipotesi vi vedrebbe all'opposizione.
Assolutamente sì.

Altra questione su cui la linea non è chiarissima: dall'euro bisogna uscire o no?
Noi abbiamo detto con chiarezza che i trattati europei, moneta compresa, vanno riscritti nell'interesse dei cittadini. Se così non fosse, non abbiamo intenzione di stare dentro una gabbia tanto per starci. Gli accordi internazionali servono se danno risposte, altrimenti arrivederci e grazie. Siamo i più grandi europeisti che esistono, ma vogliamo che le istituzioni funzionino nell'interesse dei popoli.

Invece sui bonus del governo uscente, a partire dagli 80 euro, mi sembra di capire che la linea non sia quella di abolirli tout court: alcuni potrebbero restare?
Gli 80 euro per noi sono da togliere, perché se introduciamo la flat tax non avrebbero più senso: i cittadini avrebbero già più soldi in tasca. E sarebbe una misura strutturale, non la concessione benevola di un padrone al popolo. Noi pensiamo che lo Stato non sia padrone, ma che bisogna dare a tutti la possibilità di concorrere ed essere competitivi. Questo si fa abbassando le tasse e semplificando il Paese.

Maroni si è tirato indietro dalla ricandidatura a presidente della Lombardia. Ufficialmente problemi personali, ma dalle successive interviste è venuto fuori che c'è anche uno scontro interno con Salvini. Non è che poi ce lo ritroviamo come candidato premier anti-Lega di Forza Italia?
Non mi sembra, ha fatto una dichiarazione molto chiara. Ha detto che il suo è stato uno sfogo personale, dettato anche dalla tensione, che posso capire. E non possiamo che credergli e rispettare profondamente i suoi motivi, anche vista la sua grande storia per il nostro partito e il nostro Paese. Se Maroni sarà disponibile, anche non in mettendoci la faccia in prima persona, a dare una mano con le sue capacità e i suoi consigli, per noi non può che essere un valore aggiunto.

Quindi incarichi futuri di governo sono da escludere?
Li ha esclusi Maroni stesso.

Non sarebbe la prima volta in cui si dice una cosa e poi si cambia idea.
Ho capito, ma conosco la serietà di Maroni, ho grande rispetto per lui e sono convinto che non sia uno di quelli che fanno giochetti di questo tipo.

E sulla storia dei vostri presunti collegamenti con la Russia, che continua a riemergere, vogliamo dire una parola definitiva?
Sono ridicoli. Nel conto corrente della Lega abbiamo 13 mila euro. Se avessimo ricevuto finanziamenti dalla Russia...

...avreste 13 mila rubli, forse.
Che sarebbe ancora di meno, non sarebbe un cambio conveniente! Noi abbiamo sempre detto che le sanzioni alla Russia sono un danno per le aziende del nostro Paese. Purtroppo le fake news sono ben strutturate contro la Lega, quando siamo forti e cresciamo. Se ne inventano di tutti i colori, anche queste bufale che a noi fanno ridere. Sorprende che certa grande stampa vada dietro a notizie così palesemente false.

Lei, personalmente, è ancora in campo come candidato presidente del Friuli Venezia Giulia?
Assolutamente sì, per me sarebbe un onore rappresentare il mio territorio. Detto questo, ho fatto e farò di tutto perché non diventi una battaglia personale. Non può diventare «o io o il deserto», o una lotta per la poltrona. Penso che il centrodestra sia una squadra forte anche in Friuli Venezia Giulia: se farò io il candidato mi batterò con tutte le forze che ho per vincere, se non sarò io farò lo stesso per far vincere la coalizione. Non voglio avere la responsabilità di riconsegnare alla sinistra, con i danni che ha fatto, la popolazione.

Deciderete il candidato dopo le elezioni politiche?
Non lo so, è un'ipotesi, ma non lo decido io. Penso che nelle prossime settimane si chiuda, ho detto che al più tardi sarà dopo le elezioni politiche. Il principale problema non sono le tempistiche, ma avere un progetto serio e di grande cambiamento.

Leggendo il pamphlet scritto dalla Serracchiani che reazione ha avuto?
Che forse, delle volte, non sono adeguato ai suoi standard, perché non mi metto sempre in giacca e cravatta e vado in giro sul territorio con le scarpe da ginnastica. Inviterei chi ha commesso quegli errori gravissimi e non se ne è voluta accorgere a mettere una scarpa da ginnastica in più e andare a vedere i problemi che le sue riforme hanno creato tra i cittadini.

È venuta fuori un'altra lady like, come la Moretti?
Non ha avuto grande fortuna in Veneto e penso che non ce l'avrà nemmeno in Friuli Venezia Giulia.