11 aprile 2021
Aggiornato 11:00
Ius soli

Ius soli, Pd pronto a imporre la fiducia? Ap: «Provvedimento non sia panacea dei conflitti della sinistra»

Mentre le indiscrezioni dei media parlano di una alleanza segreta Pd-Vaticano sullo ius soli, spunta l'ipotesi che il Governo voglia giocarsi la fiducia. Per costringere il partito di Alfano ad abbandonare le resistenze

ROMA - «Lo ius soli è un provvedimento troppo delicato per essere la panacea per risolvere i conflitti del Pd con la sinistra. Invitiamo, dunque, alla responsabilità: serve una riflessione ampia che coinvolga il Parlamento». A parlare è Valentina Castaldini, portavoce nazionale di Alternativa popolare. Perché sì, è proprio il partito di Alfano a costituire l'ago della bilancia del destino di un provvedimento che divide politica e italiani. E per il quale la sinistra potrebbe perdere parecchio consenso. «Se c'è uno spiraglio per approvare lo Ius soli? Non lo so, il Pd è tutto favorevole ma in Senato in questo momento non ci sono i numeri perché c'è paura». ha detto il segretario Pd Matteo Renzi. E ha aggiunto: "Se perdo due punti nei sondaggi perché salvo dei migranti nel Mediterraneo lo preferisco. Si possono perdere due punti di sondaggio ma non perdere la faccia».

La fiducia? Ap non vuole
Di certo, quella del Pd non è una battaglia semplice, soprattutto in un clima da pre-campagna elettorale. Addirittura, l'ipotesi sarebbe quella di ricorrere alla fiducia. Ipotesi che ha molto irritato Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera: «Su una legge così importante non si può fare una forzatura inutile come l'introduzione della fiducia, a meno di non voler trasformare, a fine legislatura, il Senato in un'arena facendo di un importante provvedimento una bandierina politica che le varie tifoserie possono sventolare in campagna elettorale. Noi non ci stiamo e ribadiamo che i ministri AP non voteranno la fiducia e chiediamo modifiche importanti al Senato, affinché si arrivi a uno Ius culturae che è cosa ben diversa dallo Ius soli».

Pronta la battaglia
La sensazione, ad ogni modo, è che la battaglia politica sia inevitanile. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha infatti avvertito: «Per me è molto importante lo ius soli. Se Ap si prenderà la responsabilità di farlo fallire, per i contenuti di quella legge e non per Alfano in sé, sarà molto difficile fare una alleanza con loro». Nelle scorse ore, in due distinte lettere inviate a 'Repubblica' e 'Corriere della Sera', il leader di Campo Progressista Giuliano Pisapia ha sostenuto che l'ok alla legge «sarebbe un atto di civiltà contro la resa allo spirito dei tempi, la prova che siamo capaci di riprendere quell'egemonia culturale che la sinistra, l'associazionismo laico e cattolico, il civismo e la tradizione liberale, sembrano aver smarrito, per questo è da qui che vogliamo ripartire». Pisapia ha quindi auspicato "l'unità di un centrosinistra plurale, inclusivo e radicalmente innovativo».  Lo stesso premier Paolo Gentiloni, qualche giorno fa, aveva osservato: «Non basta il coraggio, che è utile, ma occorrono i numeri per approvare la legge. Lavoreremo per avere le condizioni per approvarla anche al Senato. Punto». A sua volta il ministro delI'Interno Marco Minniti ha ribadito la volontà dei perseguire l'obiettivo: "Penso che noi dobbiamo fare di tutto per approvare lo ius soli in questa legislatura, penso che ci sono le condizioni per costruire una maggioranza parlamentare». E le indiscrezioni dei media parlano di una possibile sponda del mondo cattolico al Pd per proseguire e rafforzare il pressing sul partito di Alfano.

Cittadinanza anticipata? Anticamera del diritto di voto anticipato
Di fronte a tutto ciò, la destra alza i toni. E mentre Matteo Salvini parla di «errore culturale», osservando che "La cittadinanza anticipata è l'antipasto del diritto di voto anticipato, è una scelta elettorale della sinistra», la Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ha ribadito: «Il vero obiettivo dello ius soli, che nessuno vuole dire è quello di dimezzare i tempi per ottenere la cittadinanze e di fare, prima delle elezioni politiche, 800 mila nuovi cittadini». "Inoltre - aggiunge - bisogna prendere atto della realtà: non ci sono i numeri per votare la fiducia. È più opportuno concentrarsi ora sulla legge di stabilità e sui provvedimenti per il rilancio dell'economia italiana»