7 luglio 2020
Aggiornato 14:30
Terremoto Centro Italia

Terremoto Centro Italia, Errani si dimette: non lascio per un'altra poltrona. E Gentiloni loda l'«impegno eccezionale»

Il Commissario per la ricostruzione del post terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto di un anno fa lascia l'incarico e risponde stizzito a chi lo accusa di avere altre poltrone da occupare

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ROMA - "Ora si dice che farei questa scelta per delle poltrone, chi mi conosce e mi può guardare negli occhi, sa che questo non fa parte della mia storia, figuratevi se a 62 anni mi metto a fare questi ragionamenti. La politica qui non c'entra, è finito un percorso, il 9 settembre lascio, e su questo saranno dati giudizi». Così Vasco Errani risponde stizzito a chi in conferenza stampa avanza dubbi sulla decisione di lasciare l'incarico di Commissario per la ricostruzione. "E' da tempo che lo sottolineo, fatto l'impianto della ricostruzione, è la filiera istituzionale del territorio che deve assumere la gestione di questo processo». E ancora: "L'impianto lo consente, è la verità, è semplice, non ci sono retroscena». La conferma dell'addio di Errani arriva anche dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che ha spiegato che il mandato di Errani "si concluderà per una decisione presa da tempo; il mandato prevedeva un mandato di un anno e si concluderà a settembre». Coglie l'occasione per ringraziarlo - dice Gentiloni - perché "ha fatto un ottimo lavoro, ha ottenuto risultati esemplari e allo stesso modo voglio dire grazie a Fabrizio Curcio", l'uomo che ha da poco lasciato il vertice della Protezione civile.

"No a disimpegno del Governo"
E adesso che succede? La conclusione del mandato di Errani, si affretta a rassicurare il premier, "non significherà un disimpegno da parte del Governo, che continuerà a svolgere un ruolo fondamentale di coordinamento in un sistema destinato a evolversi nel corso dei mesi con la responsabilizzazione delle Regioni e dei territori. Questa è la storia di un percorso che passa dall'emergenza alla ricostruzione. Ed è questo il senso anche del passaggio che vede protagonista il commissario Errani".

Dopo Errani cabina di regia con Regioni e territori
Ancora non si sa esattamente chi prenderà il posto di Errani. L’idea trapelata è quella di una cabina di regia coordinata dall’esecutivo "con la responsabilizzazione delle Regioni e dei territori». Ma non solo, perché il premier annuncia "un nuovo commissario" che prenderà il posto dell'ex governatore dell'Emilia-Romagna. Chi? Ancora presto per dirlo. L’idea di responsabilizzare Regioni e territori viene appoggiata dallo stesso commissario uscente: "È da tempo che io sottolineo che fatto l’impianto della ricostruzione, tocca al territorio e alla filiera istituzionale del territorio che deve gestire questo processo". 

Errani: sostegno all’economia inedito che vale 1360 milioni di euro
Mentre ieri durante il suo discorso di apertura al Meeting di Rimini non ne avea fatto cenno, nello stupore generale di tutti, oggi Gentiloni sviscera i numeri della ricostruzione cercando di tirare acqua al proprio mulino. "Per una valutazione corretta del lavoro fatto in quest'anno, si deve partire dalla sequenza di eventi sismici di dimensioni davvero senza precedenti, l'accumulo di eventi sismici ha coinvolto 140 comuni colpiti, alcuni centri storici sono stati quasi annientati». Parla di "impegno eccezionale" dell'Esecutivo, così come dell’eccezionalità "degli eventi sismici" in Centro Italia, dei 200mila sopralluoghi, dell'incredibile lavoro della Protezione civile e del mondo del volontariato e gli stanziamenti nella manovra. "C’è stato un sostegno all’economia inedito che vale 1360 milioni di euro", aggiunge Errani. Un "impianto innovativo e più completo rispetto alle esperienze che ci stanno alle spalle, perché per la prima volta si riconosce il 100% alle prime e alle seconde abitazioni, l’esenzione delle imposte, la ripartenza delle scuole e un piano per le chiese".