17 settembre 2019
Aggiornato 03:00
Centrodestra

Come il centrodestra può raggiungere il 40% e conquistare Palazzo Chigi

Il fondatore di Idea, Gaetano Quagliariello, ha spiegato la strategia che potrebbe portare la coalizione composta da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia a Palazzo Chigi

Gaetano Quagliariello ha svelato la strategia che potrebbe portare alla vittoria la coalizione di centrodestra.
Gaetano Quagliariello ha svelato la strategia che potrebbe portare alla vittoria la coalizione di centrodestra. ANSA

ROMA – Il centrodestra unito vince. Ma la triplice alleanza formata da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia ha più di un nodo da sciogliere. A partire dal problema della leadership, che vede Silvio Berlusconi e Matteo Salvini nemici-amici per aggiudicarsi la poltrona di premier. Inoltre, i sondaggi, che al momento attribuiscono alla coalizione di centrodestra circa il 34% delle preferenze degli elettori italiani, evidenziano che la vittoria contro il Movimento 5 stelle (che resta il primo partito d'Italia col 27% delle preferenze) e il Partito democratico non è ancora scontata. Ma ecco che il fondatore di Idea, Gaetano Quagliariello, ha tracciato la sua road map in vista delle elezioni politiche e ha svelato la strategia che potrebbe portare la coalizione di centrodestra a ottenere il 40% dei voti, conquistando Palazzo Chigi.

La strategia di Gaetano Quagliariello
L'Italia svolta a destra. Ma non c'è ancora un vero e proprio assetto politico coeso in grado di intercettare questo vento e sfruttarlo a dovere. La coalizione di centrodestra è vittima della faida interna tra il presidente di Forza Italia e il segretario del Carroccio, in guerra per accaparrarsi il ruolo di leader. La soluzione, però, ce l'ha Gaetano Quagliariello che ha rilasciato un'intervista ad Alessandro De Angelis per l'edizione italiana di HuffingtonPost: «Parliamoci chiaro: l'assetto definitivo dipenderà dalla legge elettorale», sottolinea il fondatore di Idea.

Il centrodestra può arrivare al 40%
Se la legge elettorale resta quella in vigore, con un premio di maggioranza affidato alla lista che raccoglie il 40 alla Camera, «un centrodestra che dai sondaggi è accreditato del 36% ha il dovere di crederci e di fare una lista unica di coalizione nella quale sulla base di un programma comune e di regole precise convivano identità differenti», spiega Quagliariello. Se dovesse invece passare il proporzionale «sono convinto che dovremmo comunque costruire una Federazione della Libertà che sia rappresentativa della componente conservatrice e cristiana del centrodestra e che vada da Forza Italia a Fratelli d’Italia», ha aggiunto. In entrambi i casi il centrodestra arriverebbe a governare il Paese.

Come risolvere il problema della leadership
Resta il problema della leadership, ma secondo Quagliariello «dopo il fallimento del renzismo il tema della leadership non è più quello dal quale si deve partire» perché Renzi è stato «il tentativo di risolvere la crisi della sinistra attraverso la proposta di una leadership forte, giovane, spregiudicata. E abbiamo visto come è andata a finire»,
ha sottolineato l'ex forzista. E le primarie non sarebbero una tappa forzata perché «ultimamente non portano bene», come ha dimostrato l'esempio francese: i candidati venuti fuori dalle primarie sono stati eliminati al primo turno. «E poi, se vogliamo esser seri, anche il tema del leader dipende dalla legge elettorale: se si affermasse qualcosa di simile al modello tedesco, il leader verrà scelto in Parlamento e sarà un uomo di mediazione, se è maggioritaria il discorso cambia», conclude Quagliariello. Ecco spiegato l'interesse di Silvio Berlusconi per il proporzionale. Per capire chi sarà il leader, quindi, non resta che attendere di conoscere il destino della legge elettorale.