23 luglio 2024
Aggiornato 05:30
Governo

Gentiloni «clone» di Renzi anche sulla fiducia, posta 14 volte in 7 mesi

L'esecutivo guidato da Paolo Gentiloni è di assoluta continuità a quello del predecessore anche per l'assiduo uso di porre la questione di fiducia. Ecco tutti i dati

Il segretario Pd Matteo Renzi e il premier Paolo Gentiloni
Il segretario Pd Matteo Renzi e il premier Paolo Gentiloni Foto: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO ANSA

ROMA – Appena insediatosi a Palazzo Chigi, parte della stampa soprannominò il governo di Paolo Gentiloni un «esecutivo fotocopia» rispetto a quello guidato dal predecessore Matteo Renzi, appena sconfitto al referendum dell'8 dicembre, perché ottenuto in pratica dal mero rimpasto della squadra precedente. In effetti, dal governo Renzi a quello Gentiloni – al di là delle evidenti differenze di stile tra i due premier – la continuità è innegabile. E non solo nelle politiche, ma anche nelle modalità in cui tali politiche vengono attuate. Si pensi al voto di fiducia. Quest'ultimo è stato una vera e propria costante nel governo di Matteo Renzi, che, nei suoi 1000 e passa giorni a Palazzo Chigi, l'ha posto per ben 77 volte, una volta ogni due settimane.

In 7 mesi, 14 voti di fiducia
Un modus operandi duramente contestato dalle altre forze politiche, anche perché questa tecnica di «forzare» il dibattito parlamentare è stata utilizzata con leggi fondamentali quali quelle di stabilità, quella elettorale e il Jobs Act. Ma neppure il premier Gentiloni, che pure si distingue per modi meno politicamente aggressivi del suo predecessore, si è discostato da questa linea. Secondo Openpolis, in 7 mesi di vita, l'attuale esecutivo ha posto la questione di fiducia 14 volte, con una media – leggermente più bassa di quella di Renzi – di 2 volte al mese.

Il decreto banche venete
Tolta la fiducia sulla legge sui vaccini, l'ultima volta che la questione è stata posta è stata sul decreto banche venete, entrato in vigore il 25 giugno 2017, approdato in aula alla camera il 10 luglio scorso. Dopo due giorni di discussione il Governo ha deciso di porre la fiducia sul testo, ottenuta con 318 voti favorevoli, 178 contrari e 1 astenuto. Si tratta del quattordicesimo voto di fiducia in 7 mesi di governo, il sesto alla Camera, a cui bisogna aggiungere 8 casi al Senato. Solamente quello capitanato da Mario Monti era riuscito a fare «meglio», con una media 3 voti ogni 30 giorni.

Meglio di lui solo Monti
Come sottolinea Openpolis, da considerare anche il rapporto tra il numero di voti di fiducia e quello di leggi approvate. Considerando le 33 leggi votate e pubblicate in gazzetta ufficiale, il rapporto testi approvati-voti di fiducia è al 42,42%. Anche in questo caso, solo Mario Monti aveva fatto di più, con un rapporto del 45,13% tra i due parametri considerati.