17 gennaio 2021
Aggiornato 19:00
Legge elettorale

M5S: il Verdinellum? Legge abominevole, che favorisce il voto di scambio e piace ai massoni

Il Movimento 5 Stelle contesta duramente la proposta Pd di legge elettorale, il «Verdinellum», perché a loro avviso favorisce inciuci e voti di scambio e darebbe una rappresentanza distorta della volontà popolare

ROMA - Mentre è in corso il dibattito (infinito) sulla legge elettorale, il Movimento Cinque Stelle fa sentire la sua voce. E lo fa attraverso il blog di Beppe Grillo, in cui il leader pentastellato contesta duramente la ricetta sostenuta da Matteo Renzi: niente preferenze, Parlamento di nominati, porte aperte al voto di scambio e ingovernabilità. A suo avviso è proprio questa la legge elettorale che vuole il Pd, una «legge truffa», per Grillo, «pensata per ingannare gli elettori e distorcere la volontà popolare, ma soprattutto per consentire a Pd, Forza Italia e Verdini di governare insieme nonostante siano espressioni di una minoranza di elettori». Secondo Grillo, il Verdinellum inganna gli elettori perché si basa su collegi uninominali che permettono coalizioni multiple, cioè «accozzaglie elettorali tipiche della Seconda Repubblica», e «inciuci tra i partiti che per spartirsi i collegi si coalizzeranno in maniera differente a seconda della convenienza», scrive il leader del Movimento. Perchè, sostiene Grillo, «il PD di Renzi pur di vincere vuole allearsi con Pisapia a Milano, con Alfano ad Agrigento e con Verdini a Firenze, senza che gli elettori se ne rendano conto leggendo la scheda sulla quale voteranno».

Rappresentanza distorta
E le conseguenze di tale legge elettorale, sostiene Grillo, sarebbero evidenti sulla composizione di Camera e Senato, dove «si avrà una rappresentanza totalmente distorta della volontà popolare». Un esempio? Potrebbe verificarsi che il partito che prende più voti ottenga meno seggi, oppure che il secondo partito che prende pochi voti in meno del primo sia estremamente sotto rappresentato. «Tanto valeva che le abolissero direttamente le elezioni!», scrive Grillo.

Legge abominevole e antidemocratica
Il Movimento, si legge sul blog dei pentastellati, ripudia gli «accordi segreti in combutta con gli altri partiti e alle spalle dei cittadini per spartirsi a tavolino i collegi sicuri», e soprattutto «rifiuta le pluricandidature». Secondo Grillo, il Verdinellum è una «legge abominevole e antidemocratica» perché favorirebbe clientelismo e voto di scambio e darebbe un potere enorme «ai capibastone locali, i De Luca di turno che sanno come muovere voti». Il tutto ulteriormente peggiorato dall’assenza delle preferenze, «che consegnerà il Parlamento ai fedelissimi nominati da Renzi e dagli altri capi partito».

Il ruolo di Verdini
Grillo contesta il meccanismo del collegio uninominale, in cui vince chi prende un voto in più degli avversari, perché, a suo avviso, avvantaggerà chi ha tanti soldi da investire per la campagna elettorale e a livello locale «può promettere un posto di lavoro o altri benefici in cambio di un voto». A ispirare questa legge è stato Denis Verdini, sostengono i grillini, «tirando fuori dal cassetto un progetto che non era riuscito a imporre nemmeno a Silvio Berlusconi ma che, dicono i ben informati, piace alla massoneria». Il tutto in un Parlamento «ridotto già in questi giorni a mercato delle vacche e dove aleggia già ora la puzza insopportabile di compravendita di parlamentari", conclude Grillo.