22 ottobre 2021
Aggiornato 12:00
Governo Gentiloni

Legge elettorale: Di Maio apre a Renzi

Il vicepresidente della Camera: «In questo momento vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza». Richetti (Pd): «Possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa»

ROMA - «In questo momento vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza, il PD, e lo vogliamo fare per due ragioni: c'è stato l'appello di Mattarella che chiede di fare una legge elettorale in modo che ci sia chiarezza sul risultato dopo le prossime elezioni, e poi il Paese è in grave crisi e non possiamo permetterci nuove elezioni politiche in cui ancora una volta si partorisce un risultato incerto che porta ad eventuali inciuci ed eventuali grandi ammucchiate, per questo abbiamo fatto una proposta a Renzi e al PD». E' quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S), intervistato da RTL 102.5.

La proposta del M5s
«Partiamo dalla base - ha proseguito - che è la legge elettorale che ha partorito la Corte Costituzionale alla Camera, chiamiamolo legalicum, ma non vogliamo essere rigidi e vogliamo andare incontro al partito di maggioranza e dire: quella è la base, fateci le vostre proposte di correzione nell'ottica della governabilità, che significa che uno vince le elezioni e può realizzare un programma elettorale. Loro, sulla base del legalicum cosa propongono? Dei correttivi? Guardiamoli insieme in commissione e poi approviamo insieme una legge elettorale condivisa, l'importante è che sia nell'ottica della costituzionalità della legge».

L'unico veto: il premio alla lista
Di Maio ha quindi aggiunto che «l'unica cosa che io non toccherei è il premio alla lista, perché se cominciamo a fare il premio alla coalizione finiamo per fare come Prodi con Mastella o Berlusconi con Fini». Il premio alla coalizione invece "è un'ammucchiata che ha fatto cadere quasi tutti i governi e non ha permesso di realizzare quelle leggi o riforme importanti. A Renzi dico - ha quindi concluso Di Maio - che aspettiamo una risposta chiara perchè siamo pronti a discuterne per il bene del Paese».

Richetti (Pd): Possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa
La replica è affidata a Matteo Richetti, uno degli uomini più vicini a Renzi in questo momento e che si occupa della materia: «Se il vice presidente della Camera Di Maio e il M5S fanno sul serio e sono pronti ad assumersi fino in fondo la responsabilità di una legge elettorale condivisa, allora è possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa. L'importante - avverte - è che l'impostazione, anche per le liste, conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità", insomma «nessun ritorno a logiche da 'proporzionale' e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini. Su questo siamo pronti ad un lavoro responsabile e proficuo», ha assicurato.

Brunetta (Fi): Il Pd scenda dal pero
Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ha attaccato il Pd: «Chiediamo ancora che il Pd scenda dal pero. In Commissione Affari costituzionali alla Camera ci sono nove progetti di legge presentati da esponenti del Partito democratico, Renzi dice tutto e il contrario di tutto. Speriamo che da domani, con l'istruttoria che sta svolgendo il presidente della Commissione Mazziotti di Celso i gruppi parlamentari possano cominciare a dire, a partire dal Pd, cosa vogliono. E poi, sulla base di questo costruire il testo base». «Il problema centrale è il Pd, finora non ha detto assolutamente nulla, non ha detto cosa vuole per la legge elettorale. Che il Pd scenda dal pero. Una volta sceso dal pero, essendo il gruppo di maggioranza relativa si può ragionare. Finché questo non succede siamo ancora a carissimo amico».

Gasparri (Fi): Basta alibi
Per i senatori forzisti ha parlato Maurizio Gasparri : «Renzi non cerchi alibi. Se si illude di votare subito per evitare una manovra economica che metterà ancora una volta in luce i disastri fatti dal Pd, ci rinunci. Non ci sono i tempi per elezioni flash a cavallo dell'estate. Si lavori con serietà». «Renzi Trovi un terreno comune con le principali forze politiche evitando di far dire all'analfabeta Boschi che non si conoscono le proposte dell'opposizione. Quando la sua collaboratrice avrà imparato a leggere si accorgerà che alla Camera, dove la legge è in discussione, FI ha presentato una chiara proposta di legge che prevede il premio alla coalizione qualora venga raggiunta una soglia del 40 per cento di consensi. Siamo pronti al confronto, senza confusioni e senza consociativismi, perché bisogna votare con una legge che consenta agli italiani di scegliere sia il governo che la coalizione».