26 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Il premier alla Camera per il voto di fiducia

Gentiloni: niente Apocalisse del giorno dopo. Economia italiana è forte, non esposta a scorribande

Il premier Paolo Gentiloni si è rivolto alla Camera per il voto di fiducia al suo Governo con un discorso che ha anticipato le linee e le priorità del suo esecutivo

ROMA -  Ampi spazi vuoti tra i banchi delle opposizioni a Montecitorio, durante il discorso programmatico del neopremier Paolo Gentiloni. Fuori dall'aula, come annunciato, i deputati di M5s e Lega. Ma defezioni si registrano anche nel resto del centrodestra, cioè tra i deputati di Fi, Fratelli d'Italia e i fittiani dei Conservatori e riformisti. Il neopremier, però, ha cercato di abbassare i toni, e ha esposto quelle che saranno le priorità del suo esecutivo, del quale non ha nascosto la linea di continuità con l'esecutivo di Renzi. «E' un governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre istituzioni», ha dichiarato nel discorso alla Camera per chiedere la fiducia.

Rivendicazione del lavoro fatto con Renzi
Il suo governo, ha detto Gentiloni, «nasce con la stessa maggioranza del governo precedente, che non è venuta meno. Per qualcuno è un limite, io rivendico il grande lavoro fatto, i risultati ottenuti, che hanno rimesso in moto l'Italia e che ci vengono riconosciuti. Ne siamo orgogliosi e fanno onore alla maggioranza che li ha sostenuti", ha puntualizzato il nuovo primo ministro.

Dimissioni di Renzi atto di coerenza 
La scelta di Matteo Renzi di dimettersi da presidente del Consiglio in seguito alla sconfitta al referendum costituzionale, a suo avviso, «non era dovuta, ma annunciata ampiamente». E le sue dimissioni sono un atto di «coerenza che tutti gli italiani dovrebbero salutare con rispetto».

Sull'immigrazione l'Italia sarà dura in Europa
Il neopremier ed ex titolare della Farnesina ha parlato anche di politica europea. In Europa, ha affermato, «l'Italia avrà una posizione molto netta nel sostenere le nostre ragioni» sull'immigrazione: «Non è accettabile che passi di fatto un principio di un'Europa troppo severa su alcuni aspetti delle sue politiche di austerity e troppo tollerante nei confronti di Paesi che non accettano di condividere le responsabilità comuni sull'immigrazione».

Discontinuità nel discorso pubblico: basta divisioni
Continuità nella stessa maggioranza e continuità sul piano delle politiche, dunque, «ma di discontinuità almeno nel discorso pubblico credo che avremo davvero bisogno. Il governo non si rivolge a quelli del Sì contro quelli del No, ma a tutti». Un tentativo, insomma, di allentare la tensione e riunire il Paese dopo l'aspra campagna referendaria. 

Economia forte, nessuna Apocalisse
Il premier ha inoltre sottolineato come l'economia italiana sia «forte» e non esposta a «scorribande». «L'Italia è un'economia forte, non è aperta alle scorribande che ha smentito in modo molto chiaro le profezie di apocalissi che qualcuno aveva fatto in caso di questo o quell'esito del referendum».

Appello alle opposizioni
Quindi, un appello alle opposizioni, con l'augurio  «che possano maturare convergenze più ampie sui singoli provvedimenti». Il governo, ha detto Gentiloni, chiede rispetto per le istituzioni. «Chi come me è sempre stato animato da passione politica, non si ritrova nella degenerazione di questa passione. La politica e il Parlamento sono il luogo del confronto dialettico, non dell'odio o della post-verità. Chi rappresenta i cittadini deve diffondere sicurezza, non paura».

Priorità politiche ed economiche: al centro la classe media e il lavoro
Quanto alle priorità politiche ed economiche, Gentiloni ha promesso che «Il governo sosterrà la ripresa che gradualmente, troppo lentamente, si sta manifestando nel nostro Paese. Accompagneremo la ripresa con le infrastrutture e con il piano Industria 4.0». E ha aggiunto: «La parte più disagiata della nostra classe media, i problemi del lavoro dipendente e delle partite Iva, deve essere al centro dei nostri sforzi per far ripartire la nostra economia». «Non vogliamo rinunciare a una società aperta e digitale e proprio questo dobbiamo difendere quei ceti che da queste dinamiche si sentono penalizzati e addirittura sconfitti», ha spiegato Gentiloni.

Attenzione per il Sud
Oltre all'impegno sulla classe media in difficoltà, l'altra priorità che Paolo Gentiloni vuole mettere al centro dell'azione di governo è il Sud: «Dobbiamo fare di più sul Mezzogiono. La decisione di formare un ministero esplicitamente dedicato alla coesione sociale e al Mezzogiorno - spiega il premier nel discorso per la fiducia alla Camera - non deve far pensare a vecchie logiche del passato. Al contrario: si è fatto molto per il Sud, ma dal Sud e dalla sua modernizzazione può venire la spinta più forte per la crescita della nostra economia».

3 azioni di riforma
«Intendiamo ridare slancio a tre grandi azioni di riforma che sono in corso e che necessitano di un impulso ulteriore: la riforma della pubblica amministrazione, la riforma del processo penale, il Libro bianco della difesa", ha assicurato il presidente del Consiglio. Il cui governo assicura «l'impegno sul piano sociale, per completare la riforma del lavoro e completare le procedure sull'anticipo pensionistico». Anche sul piano dei diritti «molto è stato fatto ma altri passi avanti possono essere realizzati», ha aggiunto il premier.