24 ottobre 2019
Aggiornato 01:30

M5s, firme false a Palermo? Grillo: Un dramma dell'ignoranza

Il caso delle «firme false» rischia di travolgere il Movimento 5 stelle? La Procura di Palermo ha inserito i nomi di alcuni esponenti pentastellati nel registro degli indagati e una deputata grillina avrebbe già rifiutato di autosospendersi

Il fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo.
Il fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo. Shutterstock

PALERMO – Dopo lo scandalo delle firme false nel M5S si parla di espulsioni imminenti. Alla deputata pentastellata Claudia Mannino, indicata dall'attivista grillino Vincenzo Pintagro, come una delle principali responsabili del fatto, il Direttorio avrebbe chiesto di autosospendersi dal Movimento per evitare imbarazzi. Ma lei avrebbe rifiutato.

Il caso «firme false» di Palermo
Alcuni nomi di alcuni grillini sono finiti ufficialmente nel registro degli indagati per il caso «firme false» di Palermo. La Procura del capoluogo siciliano ha aperto un'inchiesta sulle mille firme trascritte in maniera illecita da esponenti del Movimento 5 stelle durante le elezioni comunali del 2012. La faccenda diventa sempre più delicata e chi ha avuto a che fare con Beppe Grillo nelle scorse ore l'ha descritto infuriato e di pessimo umore. Come riporta La Repubblica, alla deputata Claudia Mannino (ritenuta tra le responsabili principali della vicenda) è stato chiesto di autosospendersi dal Movimento per evitare imbarazzi. Ma lei si sarebbe rifiutata.

Un dramma dell'ignoranza?
Così è iniziata a circolare la voce di imminenti espulsioni tra le fila pentastellate. Secondo Grillo, che aveva rilasciato delle dichiarazioni subito dopo la notizia dell'apertura dell'indagine da parte della Procura di Palermo, si sarebbe trattato di un «dramma dell'ignoranza» perché i responsabili sarebbero stati vittime di se stessi agendo «in modo stupido e senza ragione». Come ricostruito da Le Iene, infatti, alcuni esponenti grillini avrebbero raccolto circa mille firme in un modulo che non era in regola e quando si sono resi conto dell'errore anziché raccoglierle nuovamente avrebbero deciso di ricopiarle tutte su un nuovo modulo, falsificando le firme e configurando così un reato grave.

Espulsioni imminenti nel Movimento 5 stelle?
Come avevamo già modo di raccontare sul DiariodelWeb, secondo Grillo il numero di firme necessarie sarebbe stato raggiunto comunque e quindi non ci sarebbe stato «alcun beneficio perché nessuno dei candidati è stato eletto in comune». Ma il fondatore del M5S aveva altresì assicurato che «qualora venisse accertato che i colpevoli sono iscritti al MoVimento 5 Stelle saranno presi adeguati provvedimenti disciplinari». Ora che diversi nomi di esponenti pentastellati sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo, la terra sotto i piedi della deputata Claudia Mannino e della collaboratrice Samantha Busalacchi inizia a scottare. La prima è stata indicata dall'attivista grillino Vincenzo Pintagro come una delle responsabili materiali del fatto. E sulla sua testa pende ora la tagliola di Grillo.