17 giugno 2019
Aggiornato 05:00
Caso firme false

Firme false M5s Palermo, Grillo: «Siamo parte lesa»

La procura di Palermo ha riaperto il caso sulle firme false delle elezioni comunali del 2012 e il leader del Movimento 5 stelle assicura che se i colpevoli sono iscritti al Movimento «saranno presi adeguati provvedimenti disciplinari» nei loro confronti

PALERMO – La procura di Palermo ha deciso di riaprire l'inchiesta sulle firme false delle elezioni comunali del 2012 dopo i servizi delle Iene. La notizia ha scatenato il caos nella città siciliana e rischia di innescare un altro corto circuito nel Movimento 5 stelle.

La procura di Palermo ha riaperto l'inchiesta
La procura di Palermo ha riaperto l'inchiesta sulle firme false delle elezioni comunali del 2012 dopo i servizi delle Iene e la vicenda ha scatenato il caos nella città siciliana tra le file del Movimento 5 stelle. I pm avevano già delegato la Digos a indagare sul caso, ma il procedimento era stato archiviato. «Confidiamo nell'attività della magistratura e offriremo tutto il nostro supporto affinché venga fatta chiarezza: il Movimento 5 Stelle in questa vicenda è parte lesa perché qualcuno ha probabilmente compiuto un reato utilizzando il nostro simbolo», scrive in un post sul suo blog il leader e fondatore del Movimento, Beppe Grillo.

Grillo: E' un dramma dell'ignoranza
«La prima cosa che è stata fatta non appena ricevuto notizia dei fatti e prima del servizio delle Iene – ha dichiarato il leader del M5s - è stata quella di mandare tutti i documenti ai carabinieri». Stando alla ricostruzione andata in onda «siamo davanti a un dramma dell'ignoranza». Come ricostruito dalle Iene alle elezioni comunali del 2012 a Palermo, delle mille firme raccolte una presente in un modulo non era in regola, anziché raccogliere nuovamente le firme presenti nel modulo sono state ricopiate tutte le firme in uno nuovo, il che configurerebbe un reato grave «anche se compiuto in modo stupido e per nessuna ragione», prosegue il leader pentastellato che da un lato ribadisce che il Movimento è la parte lesa, ma dall'altro annuncia imminenti provvedimenti disciplinari nei confronti dei colpevoli.

Imminenti provvedimenti disciplinari per i colpevoli
Secondo Grillo il numero di firme necessarie sarebbe stato raggiunto comunque e «non c'è stato alcun beneficio perché nessuno dei candidati è stato eletto in comune». Ma «vogliamo vederci chiaro», assicura il fondatore del M5s. Per questo Grillo chiede di compilare un form «se qualcuno degli attivisti del MoVimento 5 Stelle a Palermo sa qualcosa di più» e di rivolgersi alla Procura di Palermo. I portavoce del Movimento 5 Stelle accusati nel servizio, Claudia Mannino (deputata) e Samantha Busalacchi (collaboratrice del gruppo di M5S), hanno sporto denuncia per diffamazione e calunnia e si sono dichiarati assolutamente estranei e non coinvolti nei fatti. «Ringraziamo Le Iene e le persone che hanno denunciato il fatto. Se sarà accertato che i colpevoli sono iscritti al MoVimento 5 Stelle saranno presi adeguati provvedimenti disciplinari», ha concluso Grillo.