16 settembre 2019
Aggiornato 00:00
Cacace e Calonego liberi

Libia, liberati i due ostaggi italiani Cacace e Calonego. Renzi: «Sollievo e gioia»

I due tecnici italiani rapiti in Libia lo scorso 19 settembre, Danilo Calonego e Bruno Cacace, hanno fatto rientro in Italia alle prime ore di questa mattina con un volo dedicato. Il premier e il ministro degli Esteri esprimono giubilo e soddisfazione

ROMA - La Farnesina ha confermato che i due tecnici italiani della società Conicos, Danilo Calonego e Bruno Cacace, e il cittadino canadese Frank Poccia, rapiti il 19 settembre scorso in Libia (LEGGI ANCHE "5 anni dalla morte di Gheddafi, in Libia regna il terrorismo e il caos totale"), sono stati liberati questa notte nel sud del paese e hanno fatto rientro in Italia nelle prime ore di questa mattina con un volo dedicato.

Il rapimento di Cacace e Calonego
Cacace, 56enne di Borgo San Dalmazzo in provincia di Cuneo, in Libia dal 2006 e Danilo Calonego, 68enne del Bellunese, sono dipendenti di una società piemontese, con sede a Mondovì, la Con.I.Cos, che opera in Libia dal 1982, impegnata nella manutenzione dell'aeroporto cittadino (LEGGI ANCHE "Dalla Libia all'Europa all'Italia: la rotta dell'hashish passa tra le mani dell'Isis"). I tre erano stati prelevati da un commando armato fuori dalla località di Ghat, nei pressi del cantiere in cui lavoravano. I rapitori si sarebbero fermati sul ciglio di una strada, attirando l'attenzione dei due italiani e del canadese per poi costringerli a salire sull'auto, scomparendo poi verso una destinazione sconosciuta (LEGGI ANCHE "Libia, le ragioni del rapimento dei due italiani: fermare l'operazione militare di Renzi e via libera ai flussi migratori").

La liberazione dei tre ostaggi
La rivendicazione del rapimento è rimasta incerta: le autorità locali di Ghat avevano parlato di una «banda criminale» mentre l'esercito libico fedele al generale Haftar aveva invece ipotizzato una responsabilità di Al Qaeda - tesi peraltro mai confermata dalla Farnesina (LEGGI ANCHE "La guerra infinita del Medio Oriente. Il caos come ultimo ordine possibile") Secondo una fonte di sicurezza libica citata dall'agenzia di stampa turca Anadolu, i due tecnici italiani e il canadese sarebbero stati liberati da «un commando» delle forze di sicurezza del governo d'Accordo nazionale del premier Faez al Sarraj. La liberazione degli ostaggi sarebbe avvenuta «in una zona desertica nel sud della Libia», ha reso noto la fonte senza tuttavia specificare il luogo con esattezza. «E' stata un'operazione molto accurata per il timore della vita degli ostaggi», ha precisato la fonte di Anadolu per il quale gli autori del rapimento appartengono ad «un gruppo criminale».

Lo giubilo di Renzi e Gentiloni
La Farnesina ha quindi confermato la liberazione aggiungendo che i due tecnici hanno fatto rientro in Italia nelle prime ore di questa mattina con un volo dedicato.«C'è grande soddisfazione per la notizia della liberazione dei nostri due connazionali e del loro collega canadese», ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a margine del convegno annuale del Cuamm a Padova. Gentiloni ha riferito che una volta atterrati a Ciampino, alle primissime ore dell'alba, i tecnici italiani hanno già avuto contatti con i magistrati che stanno facendo i loro accertamenti. «Quel che è importante è che hanno riferito di non aver subito trattamenti di particolare violenza e di essere in buone condizioni di salute. Una bella soddisfazione per l'Italia e per le loro famiglie», ha concluso il ministro. Parole di giubilo anche da parte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per il quale «oggi è un giorno di sollievo e di gioia che vorrei condividere con i familiari dei nostri tecnici».