15 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Politiche europee

Terremoto, Renzi: «Nessun aumento del deficit»

Questo venerdì il consiglio dei Ministri «approverà un altro Decreto legge che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia» per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma e non è previsto un aumento del debito italiano, ha spiegato il premier

ROMA – Questo venerdì il consiglio dei Ministri «approverà un altro Decreto legge che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia» per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, ha annunciato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ospite di Radio24. Quanto ai fondi, il premier ha spiegato che «non c'è ancora» una stima precisa perché «non sappiamo ancora quanto sono i danni», ma comunque per la ricostruzione non è previsto un aumento del debito italiano. «C'è uno spazio d'azione, poi se ci sarà bisogno di ulteriore deficit noi metteremo i denari necessari. Al momento non ve ne è la necessità».

Ue la smetta di dire all'Italia e cominci a dare all'Italia
Il presidente del Consiglio ha detto che si ricostruirà «tutto», a cominciare «dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d'Europa», assicurando che i «soldi ci sono, la volontà anche». Poi Renzi è tornato ad attaccare l'Unione europea (Ue), dopo che questa ha ribadito le sue perplessità sulla tenuta dei conti italiani, perché «dice all'Italia» invece che «dare all'Italia». Il premier ha ricordato che ogni anno Roma da 20 miliardi a Bruxelles, ricevendone indietro solo 12 «e poi ci prendiamo la linea da persone che vogliono lasciarci soli a gestire l'immigrazione? Prendono i nostri soldi e poi ci fanno anche la morale...». Quindi il presidente del Consiglio ha invitato anche i sindaci di comuni non terremotati ad impegnare risorse nell'edilizia scolastica: «Un sindaco di un comune non terremotato, dal Piemonte alla Calabria, oggi è nelle condizioni di dover mettere a posto la propria scuola, io dico di fare il progetto perché i denari li liberiamo perché sono fuori dal patto di Stabilità. Un Paese che ha avuto 3 terremoti in 7 anni, è evidente che ha una situazione d'emergenza». E questa, ha affermato il premier, «non è una decisione di Renzi contro la Ue», ma è una regola prevista «espressamente dai trattati Ue del '97». Renzi ha continuato spiegando che «non si viola il patto di stabilità», perché questi soldi sono «fuori dal patto di stabilità, compresi quelli per l'edilizia scolastica. Per una santa volta possiamo mettere al centro l'interessa del Paese senza dividerci? Se poi c'è da discutere si discute».

Adesso l'Italia si farà rispettare in Ue
Infine il presidente del Consiglio è tornato a minacciare l'Ue, ribadendo l'ipotesi di porre il veto italiano al prossimo bilancio comunitario nel caso il nostro Paese venga trattato con doppi pesi e doppie misure: «Noi siamo al 2,3% di rapporto tra deficit e Pil, la Francia è sopra il 3% e non rispetta neanche Maastricht...Non è una posizione thatcheriana, perché non è la nostra linea. Ma adesso l'Italia si fa rispettare».