24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Costi della politica

I parlamentari che hanno boicottato la «taglia-stipendi» del M5s

Rosato, capogruppo Pd alla Camera: «Grillo vada dalla Raggi». I dem Marcucci ed Ermini contro Di Battista: «Solo insulti per nascondere loro flop». Dellai (Centro dem) e Repetti (Misto): «Aspettiamo referendum, ora solo propaganda»

ROMA – I deputati del Partito democratico (Pd) non hanno digerito la mossa del Movimento 5 stelle, che presentando una proposta di legge per tagliare lo stipendio ai Parlamentari hanno tentato di indebolire la riforma costituzionale voluta da Renzi, la quale viene presentata dai suoi fautori come uno strumento utile, anche, per tagliare i costi della politica. Critiche ai grillini anche da Centro democratico e Gruppo misto.

Rosato (Pd), Grillo vada dalla Raggi
Durante la discussione della legge in Aula, rinviata poi in commissione su proposta del Pd, Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, ha attaccato Beppe Grillo che ha seguito la votazione dagli saplati di Montecitorio, invitandolo ad andare a parlare di costi della politica su un altro Colle, probabilmente riferendosi al Campidoglio, dove attualmente governa la giunta grillina di Virginia Raggi. «Abbiamo un ospite importante, abbiamo adattato la nostra agenda a quella di Beppe Grillo oggi, io pregherei Beppe Grillo di andare non solo qui, ma anche in un altro Colle qui vicino a Roma a parlare di auto blu, di consulenze, di tagli di costi inutili perché qui non si può fare solo opposizione, bisogna anche saper governare ed essere onesti con i propri elettori dicendo cosa bisogna fare con i costi quando si compete», ha detto Rosato. Il co-fondatore del M5s ha risposto con un applauso ironico e il grido «bravo, bravo».

Marcucci ed Ermini (Pd) contro Di Battista (M5s)
Ai parlamentari Dem poi non sono andate giù le parole di Alessandro Di Battista (M5s): «Il deputato Di Battista ha definito il Parlamento un luogo pieno di gentaglia. Si è dimenticato di aggiungere che l'Aula, che peraltro i parlamentari del M5s frequentano poco, è anche sorda e grigia», ha dichiarato il senatore Pd Andrea Marcucci. «Una affermazione odiosa – ha aggiunto Marcucci - anche perché viene da un parlamentare che ha un padrone dichiarato ed ha un contratto in esclusiva con la Casaleggio e associati». Sullo stesso tono David Ermini della segreteria del Pd: «Di Battista insulta e tenta disperatamente di alzare polveroni per cercare di nascondere il flop della loro piazza: poche decine di persone per una patetica sceneggiata».

Dellai (Centro dem), non aspettare referendum è populismo
La questione referendaria è stata sollevata dal capogruppo di Democrazia solidale-Centro Democratico alla Camera, Lorenzo Dellai. «Votare nuove discipline del trattamento dei parlamentari alla vigilia di un referendum che potrebbe modificare radicalmente l'assetto delle Camere non ha molto senso. Ha senso farlo a quadro costituzionale definito. Ma soprattutto noi non vogliamo discutere di questo tema facendoci trascinare nella battaglia a effetti speciali tra il M5s e il premier Renzi». Dellai ha proseguito spiegando di non voler concorrere a «far deragliare né la vicenda referendaria, alla quale crediamo, né la politica sugli scogli di una spirale di populismo». Il deputato ha sottolineato che comunque vada il 4 dicembre, «la volontà di discutere oggi la proposta del M5s è ispirata a una sfida al ribasso per la politica italiana e per la democrazia parlamentare che, sarà anche in crisi, sarà anche acciaccata, ma è l'unica nella quale noi riconosciamo ancora il sistema delle garanzie e della rappresentanza».

Repetti (Misto), dal M5s solo propaganda
La riforma della Costituzione è stata messa al centro della dichiarazione della senatrice Manuela Repetti del gruppo Misto, che ha bollato come «puramente propagandistica» la proposta del M5s. Per Repetti infatti la dimostrazione sta nel fatto che «si oppone a una riforma che riduce sensibilmente il numero dei parlamentari. È giusto che il Parlamento discuta nel merito e senza strumentalizzazioni dello status dei parlamentari, ricordando anche gli importanti interventi già effettuati, fra cui la cancellazione dei cosiddetti vitalizi». La senatrice ha concluso sostenendo che non sarà mai possibile «instaurare un confronto serio con il movimento di Grillo» perché hanno l'unico obiettivo di «sfasciare l'attuale sistema politico, oltre che il Paese, attraverso azioni unicamente dimostrative e con il corollario di parole violente e cariche di odio verso tutti coloro che cercano faticosamente di seguire la strada di un cambiamento possibile».