17 settembre 2019
Aggiornato 17:00
Era stato presentato da M5s e Sinistra italiana

Il referendum è regolare: il Tar del Lazio respinge il ricorso del M5s

Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da M5s e Sinistra Italiana in cui si contestava la formulazione del quesito del referendum costituzionale

ROMA - Il TAR del Lazio, con sentenza n. 10445 del 20 ottobre, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai promotori del referendum costituzionale Loredana De Petris (Sinistra italiana) e Rocco Crimi (M5S) e dagli avvocati Giuseppe Bozzi e Vincenzo Palumbo, con il quale è stata contestata la formulazione del quesito referendario da sottoporre al voto degli elettoriil 4 dicembre 2016 (SEGUI LO SPECIALE "Referendum costituzionale 2016").

Inammissibilità del ricorso
«Considerata l'urgenza di dare una risposta definitiva alla questione - si legge in una nota - il Tar non si è limitato alla richiesta cautelare e ha definito il merito della controversia, dichiarando l'inammissibilità del ricorso per difetto assoluto di giurisdizione». Secondo i giudici amministrativi, «l'individuazione del quesito contestato è riconducibile alle ordinanze adottate dall'Ufficio Centrale per il Referendum istituito presso la Corte di Cassazione ed è stato successivamente recepito dal Presidente della Repubblica nel decreto impugnato».

Ruolo di garanzia
La sentenza ritiene che sia le ordinanze dell'Ufficio Centrale per il Referendum sia il decreto presidenziale - nella parte in cui recepisce il quesito - sono espressione di un «ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell'ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale». Eventuali questioni di costituzionalità della legge sul referendum (la n. 352 del 1970), relative alla predeterminazione per legge del quesito e alla sua formulazione, «sono di competenza dell'Ufficio centrale per il referendum, che può rivolgersi alla Corte costituzionale».

Spot pubblicitario?
Secondo i ricorrenti, invece, "il quesito così formulato finisce per tradursi in una sorta di 'spot pubblicitario', tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo che ha preso l'iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale». Dunque dopo quattro giorni di riunione, la seconda sezione-bis, presieduta da Elena Stanizzi, ha reso nota la risposta ai rilievi sollevati da tre avvocati - Giuseppe Bozzi, Enzo Palumbo e Luciano Vasques - intervenuti sia in qualità di cittadini-elettori sia per conto del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Italiana. Uno "spot" in cabina elettorale che si aggiungerebbe, dunque, alle tante "sponsorizzazioni" giunte dall'estero (LEGGI ANCHE «Jp Morgan e l'amico Renzi: storia di come vogliono cambiarci la Costituzione (e il sistema bancario)»; «Un tempo la Cia, oggi le agenzie di rating; Italia sempre schiava degli Usa»).

(Con fonte Askanews)