13 agosto 2020
Aggiornato 08:00
Dopo Bratislava

A Berlino vertice Merkel-Juncker-Hollande senza Renzi. Il premier: io vado avanti

Dopo lo strappo praticato da Matteo Renzi al vertice di Bratislava, il premier italiano è rimasto escluso dal vertice che si terrà mercoledì a Berlino tra Merkel, Hollande e Juncker

ROMA - «Io vado avanti, non cambio certo linea per un vertice». Matteo Renzi non si mostra impressionato dall'annuncio del vertice a tre per mercoledì prossimo a Berlino: ospiti di Angela Merkel saranno il presidente francese Francois Hollande e il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. Non l'Italia, replicando lo strappo di Bratislava, quando Renzi tenne una conferenza stampa separata in contemporanea a quella congiunta franco-tedesca, e in più con l'aggiunta di Juncker.

La risposta del premier
Ma la risposta del premier è tra le righe di un post su Facebook: «L'Europa che vogliamo è che abbiamo contribuito a costruire non può essere l'ostacolo alla sicurezza dei nostri figli. Prima viene la stabilità delle scuole, poi viene la stabilità delle burocrazie». Un concetto già espresso, ma che Renzi vuole ribadire dopo che il vertice è ufficialmente annunciato.

Renzi non si stupisce
«É ovvio che facciano un vertice senza di me. Si è registrata una rottura e fare finta di niente non ha nessun senso», dichiara il premier. «Dopo Brexit c’è stata una rottura profonda e non so quando e come sarà sanabile», spiega il presidente del Consiglio. Che racconta: «Dopo Brexit, siamo andati tutti a Ventotene, per cercare di immaginare e rilanciare un’Europa diversa. Sia Merkel che Hollande mi sembravano sinceramente interessati al mio progetto di rilancio dell’Europa. E quindi avevo pensato che tutti insieme avremmo potuto dare una scossa alla Ue. Così non è stato. Loro non ce la fanno proprio... Avranno le elezioni, avranno i loro problemi ma non ce la fanno...».

L'Italia non cambia linea
E il senso è chiaro: «Noi abbiamo detto quello che pensiamo e non cambiamo idea», spiega un autorevole esponente del Pd. Che insiste: «Per noi bisogna cambiare linea in Europa ma se loro vogliono andare avanti così, auguri». Per l'Italia, ribadisce un'altra fonte, «c'è bisogna di un cambio di passo, di privilegiare la crescita e gli investimenti. Se invece loro preferiscono vivacchiare, si accomodino...».

Non si arretra di un millimetro
E dunque, anche dopo l'annuncio del vertice, Renzi ribadisce l'appello ai sindaci italiani: «Devono intervenire sulle scuole, tutte. Si facciano progetti di miglioramento e adeguamento sismico, subito. Tutti i soldi per le scuole saranno fuori dal patto di stabilità». Insomma, non si arretra di un millimetro: «Non cambiamo idea se la Merkel perde le elezioni a Berlino. Noi abbiamo il problema della crescita e non molliamo un metro. Abbiamo bisogno di investimenti, senza non si cresce», spiega un parlamentare Pd.

Referendum
Che però affaccia un altro tema: «In questo momento Renzi andrebbe sostenuto. In Italia è calata la fiducia delle imprese perché c'è la paura che il Sì possa perdere il referendum. Ma quello che dovrebbero capire tutti, anche in Europa, è che se Renzi perde non è che c'è un'opposizione responsabile che ne prende il posto... Non si sa cosa succederà dopo, e le opposizioni sono frastagliate». E allora prende corpo un altro timore: «Ora che Renzi chiede un cambio di linea netto, forte delle riforme fatte in casa, magari c'è in Europa qualcuno che vorrebbe sbarazzarsene. Perché l'alternativa è la trojka, altro che governo Monti...».

(Fonte Askanews)