15 gennaio 2021
Aggiornato 21:30
Il primo ministro sul terrorismo: non si mischi con immigrazione

Renzi all'ONU: «Sui migranti manca la volontà politica dell'UE»

Dalle Nazioni Unite a New York il Presidente del Consiglio riparte dal tema dei migranti, e attacca Bruxelles, a suo dire priva della volontà politica di risolvere il problema migratorio.

NEW YORK - Dalle Nazioni Unite a New York Matteo Renzi riparte dal tema dei migranti e in particolare dall'Africa «che resta una priorità per l'Italia», portando ancora una volta in prima linea lo scontro con l'Europa, che per ora secondo il premier ha parlato molto ma non ha ancora mostrato fatti concreti.

Renzi risponde per le rime a Bruxelles
«Noi siamo pronti a continuare da soli», ha detto a Bruxelles, che secondo Renzi continua a lavorare giorno per giorno senza avere una visione per i prossimi anni. E poi c'è la questione dello sviluppo e del modello di crescita. Qui Renzi ha voluto dare una risposta diretta a Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, che ha criticato l'Italia per aver abusato della flessibilità data dall'Ue. «L'Italia rispetterà le regole europee non perché ce lo chiedono i banchieri ma per i nostri figli», ha detto Renzi. E ha aggiunto: «Credo che il governatore della banca centrale tedesca abbia un compito ingrato e difficile quello di affrontare la questione delle banche tedesche, quando avrà risolto problema dei derivati delle banche tedesche saremo molto contenti di fargli i complimenti».

In Ue manca la volontà politica
E proprio a proposito dei rapporti con l'Europa, Renzi ha avuto modo di «sfogarsi» con i giornalisti a margine della cerimonia di consegna del Global Citizen Award, ricevuto dal premier italiano dalle mani del segretario di Stato Usa John Kerry. «La verità - dichiara - è che manca la volontà politica di trovare una soluzione all'ondata migratoria nel Mediterraneo». L'impasse è anche attribuito dal premier alla complessa congiuntura internazionale: «Siamo quasi tutti sotto scopa elettorale, in Germania, in Francia e anche noi abbiamo il referendum...»: in questo periodo, insomma, ciascuno dei leader protagonisti non vuole entrare in rotta col proprio elettorato. «Dopo la Brexit sono stato invitato al vertice di Berlino per discutere insieme del futuro dell'Europa, ma non si capisce perché, a questo punto». Secondo il premier, Hollande - che pure, lo scorso 9 settembre, ha partecipato al vertice degli Stati del Sud - è fin troppo «condizionato» dall'influenza di Angela Merkel. 

Non sovrapporre terrorismo e migrazioni
Ma la due giorni di Renzi a New York si è aperta in una città blindata dopo la bomba esplosa a Manhattan sabato sera e la caccia all'uomo che ha portato all'arresto di Ahmad Khan Rahami, 28enne americano di origini afghane, principale sospettato degli attentati a New York e in New Jersey. «È ancora presto per fare analisi, ma siamo pronti a lavorare a tutto ciò che può sradicare questa cultura di morte», ha detto Renzi sottolineando che non c'è «un collegamento diretto tra la questione dei migranti e il terrorismo» e che «è pericoloso sovrapporre terrorismo e migrazioni».

Prodotto diretto delle periferie
«Negli ultimi 15 anni il terrorismo è cambiato moltissimo», ha detto Renzi ricordando come gli autori degli attentati in Europa non sono arrivati con i barconi e che spesso, come a Parigi e a Bruxelles, sono un prodotto diretto delle periferie. «È importante lavorare sulle periferie e sulle carceri. Con il senatore Renzo Piano questa mattina ho visitato un cantiere alla Columbia University. È ad Harlem che è periferia e dovremmo prendere esempio da qui», ha continuato Renzi.

Nessuna emergenza in Italia
Tornando al tema dei migranti, il premier, che oggi ha cancellato il suo intervento previsto alla conferenza sulle migrazioni all'Onu, ha detto che l'Italia non vive alcuna emergenza: «I numeri dell'immigrazione in Italia ti vergogni quasi a dirli qui, di fronte a paesi come il Libano, la Giordania, un piccolo stato con un grande cuore, e ad altri Paesi anche asiatici. Discutiamo di 150-180 mila persone? Non siamo in presenza di una vicenda emergenziale, sono numeri inferiori a quelli della Germania dell'anno scorso dove c'era una emergenza».

L'Europa farà la sua parte?
Ma l'Europa sostiene che farà la sua parte. Lo ha assicurato l'alto rappresentante dell'Europa Federica Mogherini secondo cui Bruxelles ha dato il via libera a un «grande piano di investimento in Africa e nel Mediterraneo». C'è poi la Libia. Sui numeri forniti dal rappresentante delle Nazioni Unite in Libia, Martin Kobler, (235.000 persone) il premier è stato chiaro: «Talune dichiarazioni di Kobler sono dichiarazioni che sono state rilasciate senza che ci fossero elementi concreti e specifici mostrati a noi e ad altri, come quando è stato detto che dalla Libia ci sono centinaia di migliaia di persone pronte a partire», ha detto Renzi aggiungendo di rispettare le Nazioni Unite e l'operato del suo rappresentante.

Dopo il terremoto
Renzi è intervenuto anche sul tema della ricostruzione, dopo il terremoto che ha colpito il centro dell'Italia. «Ciò che serve per le nostre scuole sarà fuori dalle spese del patto di stabilità. La stabilità dei nostri figli vale di più di quella dei tecnocrati», ha detto. In mattinata è intervenuto alla Clinton Global Foundation, dove ha parlato di economia e riforme insieme al presidente argentino, Mauricio Macri. Renzi ha chiuso il suo intervento con una battuta: «Mia moglie l'aspetta al G7 in Sicilia come first husband», ha detto a Bill Clinton. Uscendo dall'evento Renzi ha incontrato Bono Vox, il cantante degli U2, con il quale si è scambiato un cinque e un abbraccio.