29 novembre 2020
Aggiornato 11:30
L'intervista

Il Governo «rinvia» il taglio dell'Irpef al 2018

Il vice-ministro dell'Economia Enrico Morando, conferma la preoccupazione del governo per l'impatto che potrebbe avere il contesto internazionale, legato soprattutto al terrorismo, sulla crescita economica e intervistato da Affaritaliani.it ribadisce che al momento i propositi di taglio dell'Irpef riguardano il 2018.

ROMA - Il vice-ministro dell'Economia Enrico Morando, conferma la preoccupazione del governo per l'impatto che potrebbe avere il contesto internazionale, legato soprattutto al terrorismo, sulla crescita economica e intervistato da Affaritaliani.it ribadisce che al momento i propositi di taglio dell'Irpef riguardano il 2018.
«Che il contesto internazionale sia di maggiore incertezza e che segnali elementi ulteriori di instabilità è una costatazione che ha dell'ovvio e quindi è chiaro che l'economia italiana può teoricamente risentire anche di questo accrescimento dei livelli di instabilità. Vedremo quando sarà il momento di predisporre il Documento di Economia e Finanza quale sarà la situazione - ha detto Morando - ma certamente gli elementi di instabilità nel contesto globale stanno crescendo e questo determina incertezza e determina anche una riduzione potenziale delle previsioni di crescita. Si tratta di una costatazione e non di una valutazione in termini di previsioni. Crescono l'incertezza e l'instabilità nel contesto globale».

Ci saranno ripercussioni sulla flessibilità in uscita (bonus pensioni) e sui piani di ulteriore riduzione della pressione fiscale?
«Queste conseguenze sono tirate arbitrariamente. E' vero che il contesto internazionale sta gravemente peggiorando, a partire purtroppo dal terrorismo. Questo è vero, il resto si vedrà quando sarà tempo».

Confermato il bonus pensioni?
«A parte il fatto che quella iniziativa che si sta discutendo ha un impatto di finanza pubblica ridotto e quindi non credo che sia direttamente influenzata da considerazioni generali di finanza pubblica, proprio perché l'impatto è limitato, comunque è in corso un confronto con i sindacati da parte del governo, del ministero del Lavoro e del sottosegretario Nannicini; vedremo che cosa produrrà. Io naturalmente auspico che si arrivi ad una intesa».

Però niente ulteriore riduzione dell'Irpef a partire già dal 2017
«Nessuno ha mai detto che avremmo fatto l'intervento Irpef nel 2017», afferma Morando. «Abbiamo detto che entro il 2018, cioè entro la fine della legislatura, si tornerà, dopo gli 80 euro, ad intervenire sulla pressione fiscale sul lavoro nel tentativo di ridurre il cuneo fiscale e contributivo a vantaggio in particolare dei lavoratori. Questo indirizzo è confermato, i suoi tempi sono sempre stati quelli del 2018. Poi se si potrà anticipare lo faremo ovviamente volentieri».
«Magari si potrà anticipare - annuncia il vice-ministro dell'Economia - a questa fase la decisione per poi applicare l'iniziativa nel 2018, come abbiamo fatto con l'Ires su cui abbiamo deciso nel 2015 a partire però con l'applicazione dal primo gennaio del 2017. Questa modalità di intervento potrà essere adottata perché dare certezze di medio periodo è molto importante ma non abbiamo mai detto che avremmo fatto con precisione un intervento ulteriore sull'Irpef nel 2017».