15 ottobre 2019
Aggiornato 15:30
Riforma della Legge elettorale

Brunetta: «Napolitano mette Renzi tra i limoni spremuti»

Lo scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da «Il Giornale»: E propone, dopo il sì al referendum, un nuovo patto del diavolo, da lui ovviamente amministrato, centellinato, gestito, avvelenato.

ROMA - «Da semplice senatore a vita Giorgio Napolitano ha sostenuto in ogni modo, travalicando il suo ruolo tuttora istituzionale, la riforma di cui peraltro è coautore, come del resto dell'Italicum». Lo scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da «Il Giornale».

Napolitano resterà sempre un ossimoro vivente
«Adesso, vedendo che Renzi zoppica, secondo la sua consuetudine, lo consegna volentieri al deposito dei suoi limoni spremuti. E propone, dopo il sì al referendum, un nuovo patto del diavolo, da lui ovviamente amministrato, centellinato, gestito, avvelenato. Propone la pace, per fare la guerra, ed eliminare chi è ostile ai suoi disegni di comunismo non conclamato. Giorgio Napolitano, a cui auguro lunghissima vita, resterà sempre un ossimoro vivente. E la condizione kantiana trascendentale del mantenimento dell'Italia in uno stadio infelice di golpe infinito. Per questo, anche quando sembra avere decorose e persino eleganti proposte, generose e favorevoli per tutti, bisogna diffidarne. Mi vengono in mente due motti di antica saggezza romana. Uno riferito a Napolitano e l'altro al referendum che coincide con Renzi. O forse sono interscambiabili. 1) Timeo Danaos et dona ferentes (diffida dei greci anche quando portano doni). 2) Delenda Carthago (qualunque cosa accada, di qualunque cosa si parli, come diceva Catone in Senato, il primo compito è distruggere Cartagine)», conclude Brunetta.

De Poli (Udc): Cantiere legge elettorale prima del referendum
«Legge elettorale e referendum sono due partite sicuramente separate ma non ha senso spostare la palla in avanti. La domanda sorge spontanea: perché non riaprire il cantiere dell'Italicum prima del referendum? Noi dell'UDC siamo da sempre per una modifica dell'attuale legge elettorale: per l'Italicum 2.0 premio alla coalizione, non alla lista, e ritorno alle preferenze cancellando la lista dei nominati in Parlamento». Lo ha affermato in una dichiarazione il vicesegretario vicario Udc Antonio De Poli.