19 luglio 2019
Aggiornato 01:30

Banche, Merkel a Renzi: «Non si cambiano le regole ogni 2 anni». Premier: «Gli ultimi a violarle i tedeschi»

La cancelliera Angela Merkel gela ancora una volta l'Italia, puntualizzando che su banche e flessibilità le regole non si cambiano. E subito giunge la risposta del premier

BRUXELLES - «Abbiamo lavorato per darci regole comuni su risoluzione e ricapitalizzazione delle banche, e non possiamo cambiare le regole ogni due anni». Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, durante la sua conferenza stampa, oggi a Bruxelles, al termine della riunione informale dei leader dei Ventisette (i Ventotto senza il Regno Unito).

Lo schiaffo della Merkel
La cancelliera ha risposto a una domanda su un possibile intervento pubblico a favore delle banche italiane, particolarmente colpite sui mercati dallo shock del referendum sulla Brexit. Le regole attuali sul «bail-in» sono molto rigorose nell'escludere il salvataggio delle banche in crisi con fondi pubblici, a meno che non vi sia un rischi sistemico per la stabilità del sistema finanziario. «Le basi attuali offrono spazio per rispondere alle necessita di specifici Stati membri», ha concluso Merkel.

La risposta di Renzi
Affermazioni che non sono passate inosservate dal premier Matteo Renzi, che ha prontamente ribattuto in conferenza stampa al termine della riunione informale dei capi di Stato e di governo dei 27 Paesi Ue. «Devo confermare quel che ha detto Angela Merkel: nessuno di noi vuole cambiare le regole, sono state cambiate nel 2003 per superare il tetto del 3% e Berlusconi accettò di violare le regole per fare un favore a Francia e Germania»«Noi - ha aggiunto - abbiamo grande capacità di rispettare le regole e continueremo. Gli ultimi a non rispettare regole sono stati i tedeschi».

Opportunità
«L'Ue ha preso una sberla e quando si prende una sberla si è sotto shock: o l'Ue si rende conto che è arrivato il momento di rilanciare sulle cose che valgono davvero o avremmo perso una occasione», ha spiegato il premier. «Possiamo perdere le battaglie - ha aggiunto - ma non le opportunità e sono convinto che nei prossimi mesi saremo in condizione di rilanciare con grande forza. L'Europa è grande sogno e io ci credo profondamente».

Guidare il cambiamento
L'Italia, ha detto ancora, «ha l'ambizione di guidare il cambiamento, portando idee e proposte e non chiedendo cambiamenti di regole. Nell'ambito delle regole ci sono tutti gli spazi per far quel che serve all'Italia: l'esempio della flessibilità sui conti è l'esempio principe. E' chiaro che le regole, con il buon senso, devono valere per tutti: se gli amici spagnoli e portoghesi vengono sanzionati per uno 0,2 siamo davanti a un monstrum giuridico. Detto questo noi siamo per il rispetto delle regole».

(Fonte Askanews)