26 marzo 2019
Aggiornato 07:30
Il Capo di Stato commenta gli effetti del referendum

Brexit, Mattarella: Voto va sempre rispettato, errore tenere nell'incertezza la vita dell'Ue

Il Presidente della Repubblica si dice convinto che è importante rendere operativa l'uscita del Regno Unito dall'Ue: tergiversare sarebbe irrispettoso nei confronti dei britannici quanto per la vita dell'Europa

ROMA - Il Consiglio europeo di oggi riveste importanza particolarmente grande ed è bene, quindi, che sia preceduto da incontri preparatori, come quello di ieri a Berlino tra Hollande, la Merkel e Renzi: «L'esigenza è quella di far comprendere che l'Unione continua con convinta determinazione il suo percorso di integrazione». Questo è il pensiero, in una intervista alla Stampa, del presidente della Repubblica Sergio Mattarello commentando gli effetti della Brexit e il nuovo cammino dell'Ue.

Errore tenere nell'incertezza la vita dell'Ue
Ora, aggiunge, è importante rendere operativo il percorso conseguente alla decisione del Regno Unito di uscire dall'Unione. Si tratta, del resto, di un atteggiamento di rispetto vicendevole e, anzitutto, nei confronti del voto espresso dai britannici: «Sarebbe poco rispettoso tergiversare sull'attuazione della decisione referendaria. Sarebbe, inoltre, un errore tenere nell'incertezza, provocata da condizioni anomale, la vita dell'Unione», spiega Mattarella.

La risposta alle tre grandi emergenze
Davanti alle tre grandi emergenze collettive che si affacciano a livello internazionale - crisi economica, immigrazione e terrorismo - il Capo dello Stato osserva che le sfide costringono a una risposta, a una reazione, ma sono ben lungi dal definire una ragion d'essere. Pensare che una realtà come l'Unione Europea esista solo per giocare in difesa sarebbe una visione profondamente errata, spiega ancora il Capo dello Stato, ma, naturalmente, dobbiamo rispondere alle tre sfide parallele presenti, tutte particolarmente gravi. «La sfida del terrorismo impone una maggiore integrazione», dice il Presidente. La gestione dei flussi migratori, invece, richiede nel contempo maggiore solidarietà interna ed un ruolo più attivo di proiezione esterna della Ue in collaborazione con Paesi terzi e partner internazionali. Proprio a questo tende il Migration Compact presentato dall'Italia.

Gli interventi sul fronte economico
Infine, secondo Mattarella, è necessario completare l'Unione economica e monetaria per sbloccarne il potenziale inespresso; rafforzare l'Unione bancaria per restituire fiducia nel settore bancario, cruciale per la crescita e favorire la concessione di crediti per gli investimenti; pensare ad un meccanismo comune che contrasti la disoccupazione ciclica; usare i margini di flessibilità previsti dalle regole di bilancio per promuovere investimenti produttivi: «sono queste alcune delle priorità che, se realizzate, contribuiranno a rafforzare un'Unione che appare disorientata»

L'Italia può fare la differenza
Questo, per Mattarella, è il momento di rispondere con i contenuti per generare «risposte comuni su economia, immigrazione e sicurezza» e l'Italia è «un Paese che può fare la differenza» in questa delicata fase di transizione dell'Ue. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si dice convinto che «possiamo essere noi a portare stabilità, proiettare responsabilità» in Europa.

L'Italia protagonista del cambiamento
L'Italia, insomma, può essere protagonista come ha già dimostrato di saper fare presentando con il Migration Compact e le proposte del ministro Padoan, due documenti che hanno registrato convergenze ed apprezzamento. Ancora a proposito della scelta del Regno Unito di uscire dall'Unione Europea, Mattarella ha affermato che il voto dell'elettorato, nazionale o di un altro Paese va sempre rispettato, anche quando provoca rammarico e lo si ritiene un errore. «Non si può tacere che quel voto cancella quasi mezzo secolo di storia britannica, quello della partecipazione alla Ue e ferisce la completezza dell'Unione», spiega il Presidente. Ora per l'Europa si apre una stagione molto difficile: vengono meno alibi e abitudini consolidate nella vita dell'Unione. Dal punto di vista italiano dovrà essere l'occasione per superare ritardi e resistenze ormai inaccettabili, recuperando appieno il senso storico dell'integrazione d'Europa e la coesione dell'Unione.

L'edificio incompiuto dell'Europa
«L'Europa è un progetto ambizioso e coraggioso, sorretto dall'aspirazione alla pace e al progresso», aggiunge Mattarella. Ogni progetto lasciato a metà evidenzia più i difetti che i pregi che possiede: «L'edificio è incompiuto. Con tenacia, in questi decenni, ci si è battuti per mettere in comune le cose che potevano unirci. Ora - conclude il Capo dello Stato - dopo la Brexit, all'improvviso la pubblica opinione comprende, con allarme, che il modello di vita che abbiamo sperimentato non è scontato. Può benissimo regredire». In altre parole, ciascuno può tornare a ritrovarsi solo di fronte alle prove del futuro. Ma, aggiunge ancora il Presidente, va sottolineato che i successi del percorso di progressiva integrazione continentale «vanno spiegati e difesi giorno per giorno».