21 luglio 2019
Aggiornato 11:30

Di Battista: Serve una tassa sull'ipocrisia per Renzi

Duro intervento del deputato pentastellato in Aula, che, nel rispondere al discorso del presidente del Consiglio alla Camera, punta il dito contro le incoerenze del Governo Renzi

ROMA - «Non mi faccio intimorire da questo bulletto». A dirlo, alla Camera, è Alessandro Di Battista, che interviene in Aula in risposta al discorso del premier Matteo Renzi su Brexit e in vista del prossimo Consiglio europeo. L'attacco diventa ancora più duro quando il deputato grillino ha consigliato di introdurre una «tassa sull'ipocrisia»: rivolgendosi al premier, Di Battista ha affermato: «lei non può dire che l'Europa si deve occupare meno di banche e più della gente comune, lei che ha fatto i provvedimenti sulle banche e ha il padre del ministro Boschi in banca Etruria».

I referendum italiani non rispettati
Partendo dalle parole del premier, che nel suo discorso alla Camera in merito alla Brexit affermava che i referendum vanno rispettati, il deputato grillino ha puntato il dito contro la politica ingiusta di un Governo che disattende continuamente i risultati dei propri referendum. David Cameron per un referendum che ha indetto e che ha perduto si dimetterà, «voi invece – inveisce il pentastellato – non vi dimettete nemmeno quando i referendum li perdete e li disattendete costantemente», soprattutto quando di mezzo ci sono gli interessi di qualche «lobbista dell'acqua pubblica».

I danni della maggioranza
Ieri il premier chiedeva all'Europa di parlare meno di banche e più di valori, di giovani, di economia, di immigrazione, ma in realtà – continua Di Battista – Renzi non è altro che il «rottamatore della vergogna e del senso del pudore». Da quando il deputato è in Parlamento, la maggioranza del PD (prima con il governo Letta e poi, soprattutto con Renzi) ha approvato otto provvedimenti a favore delle banche. Nessuno per i pensionati minimi, nessuno per i dieci milioni di italiani che rinunciano a curarsi, nessuno per gli studenti costretti a lasciare l'Italia.

I soldi delle banche che finanziano le Leopolde
«L'Europa parli meno di banche» ha detto il premier, «colui che ha varato il decreto salva-banche distruggendo la vita a migliaia di risparmiatori». E ancora: ««L'Europa parli meno di banche» ha detto colui che si è fatto finanziare le sue Leopolde anche da Banca Etruria, la banca riconducibile alla famiglia Boschi». Alle voci che vogliono che Renzi potrebbe querelare i 5 Stelle, Di Battista risponde duro: «Querelate, sono medaglie al valore le vostre querele». E continua: «Pensate di intimorirci con le querele quando i risparmiatori di banca Etruria ancora aspettano di essere risarciti».