18 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Comunali Roma, Salvini: al ballottaggio voto Raggi anziché Giachetti

A venti giorni dalle elezioni amministrative, il segretario del Carroccio apre al M5Sa Roma: «Bella ventata di onestà e pulizia, non temo chi porta energie positive». Salvini attacca il premier: «Chiacchierone Renzi è il problema dell'Italia»

ROMA«Se ci fosse un ballottaggio Giachetti-Raggi voterei la Raggi». È Matteo Salvini a dirlo, ospite di Lucia Annunziata nella trasmissione Rai In ½ ora, in cui ribadisce l'obiettivo del suo partito alle amministrative: vincere nelle maggiori città in cui si va alle urne superando il Pd di Matteo Renzi. Se a Roma la candidata che sostiene non dovesse farcela, sua intenzione è quella di dare il voto alla grillina pur di non appoggiare Roberto Giachetti.

L'apertura ai 5 Stelle
«I sondaggi dicono che al ballottaggio andrà la Meloni con la Raggi – spiega comunque Salvini –. Se Giorgia, però, non ci arrivasse io non voterei mai un candidato del Pd perché il problema dell' Italia è il chiacchierone Renzi, e io un uomo del Pd non lo voto nemmeno sotto tortura», spiega il leader del Carroccio. Le parole del segretario della Lega, a venti giorni dalle elezioni, aprono ai 5 Stelle e cambiano – ancora – le carte in tavola. Dopo il voltafaccia di Silvio Berlusconi, che, su Roma, ha scelto di appoggiare Alfio Marchini piuttosto che l'alleata Meloni, Salvini si dice convinto di non voler guardare alla lista civica del costruttore romano, sotto il cui ombrello, oltre a Forza Italia, sono confluiti nomi che non convincono affatto il leader della Lega, ma il Movimento di Grillo potrebbe rappresentare un'alternativa: «Il Movimento 5 Stelle ha portato una bella ventata di onestà e pulizia, non temo chi porta energie positive», sottolineando però che «ci dividono il tema della sicurezza e dell'immigrazione e su questo loro sono più accoglienti della Boldrini».

Alle politiche con centrodestra unito (ma su stesse posizioni)
Al voto politico dopo la riforma costituzionale la Lega si staccherà dal centrodestra per correre da sola, come hanno fatto i leader internazionali cui Matteo Salvini guarda, da Marine Le Pen a Donal Trump? Il segretario federale della Lega Matteo Salvini, alla domanda di Lucia Annunziata, durante la trasmissione in ½ ora, risponde obliquamente alla giornalista: «A me piacerebbe portare Berlusconi, Forza Italia e tutto il centrodestra su posizioni più europee, meno succubi della Merkel, per tornare ad avere sovranità europee sulla moneta, sui confini, sull'agricoltura».
 

Con Berlusconi solo con progetto comune a centrodestra
Ma se si vota cosa farà la Lega? «Conto e lavorerò fino all'ultimo per unire il centrodestra senza nostalgie del passato. Se Berlusconi - puntualizza il leader leghista - mi dice, guarda che dobbiamo recuperare Fini, Alfano, no grazie. Se mi dice, va bene facciamo un progetto comune e andiamo avanti io vado avanti insieme più che volentieri».

Coalizione alternativa a Renzi
E se non ci fosse tale chiarimento, la Lega andrà da sola? «La storia della Lega - conclude Salvini - insegna che noi non abbiamo paura di mettere in ballo qualche poltrona, assessorato o ministero: se c'è da andar da soli andiamo da soli». L'obiettivo del leader della Lega resta quello di «lavorare a una coalizione alternativa a Renzi la più ampia possibile senza ricommettere gli errori del passato con i Fini, Casini e Alfano. Secondo me ci riusciamo»