30 luglio 2021
Aggiornato 12:00
Elezioni Roma

Michetti: «Penseremo alle cose utili come facevano i Cesari»

Il candidato sindaco di Roma per il centrodestra: «Nei primi 100 giorni misure per le categorie più colpite dalla crisi. Roma va ricostruita, non sono spaventato dalla sfida»

Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma per il centrodestra
Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma per il centrodestra ANSA

«Ho comprato un buon paio di scarpe, girerò tutta Roma, lo faccio ritualmente, per incontrare le persone. Credo che la prima tappa verrà concordata insieme con la coalizione. Ognuno è importante: le categorie, i dipendenti pubblici che sono in numero rilevante e vanno visti senza pregiudizi. Nei primi cento giorni adotterei, nei limiti delle nostre competenze, misure per favorire le categorie produttive più colpite dalla crisi e migliorare la qualità della vita nelle aree più degradate». Lo ha detto il candidato sindaco di centrodestra a Roma, Enrico Michetti, in un'intervista al Corriere della Sera.

«Per risolvere il problema dei rifiuti Roma deve dotarsi di impianti innovativi con il minore impatto possibile, oltre a promuovere una raccolta differenziata spinta e una cultura ambientale che punti sul riciclo e il riuso. Riguardo agli allagamenti, servono infrastrutture adeguate dall'ammodernamento della rete fognaria ai depuratori, alle vasche di esondazione», ha spiegato Michetti.

Il suo sogno da futuro amministratore della Capitale? «Basta pensare a come vedevano Roma i grandi Cesari e i papi: non avrebbero mai costruito le piramidi perché non erano di pubblica utilità, costruivano ponti, strade, acquedotti, anfiteatri per il benessere dei cittadini. Penso, tra gli altri, a una variante generale del piano regolatore dove inserire una città della pubblica amministrazione con il front office di tutti i dicasteri più importanti, per evitare che i cittadini facciano il giro delle sette chiese», ha commentato.

«Roma va ricostruita, non sono spaventato dalla sfida»

«Non sono spaventato dalla sfida, ho passato la mia vita accanto ai sindaci, da avvocato, assistendoli nei procedimenti più complessi. E ora voglio fare qualcosa per la mia città, che deve essere ricostruita». Così il candidato sindaco di Roma per il centrodestra, Enrico Michetti, in un'intervista al quotidiano La Stampa. «Il centrodestra ha già pensato a una legge costituzionale che dia a Roma poteri speciali, rivedendo l'attribuzione di materie e competenze. E ovviamente serviranno risorse finanziarie sufficienti ai nuovi obiettivi», ha commentato.

Meloni: «Ticket Michetti-Matone vittoria della coalizione»

Con la scelta del ticket Michetti-Matone «ha vinto la coalizione e lavora per vincere anche quando si voterà». Lo ha detto Giorgia Meloni, a 'Restart', rispondendo alla conduttrice che gli chiedeva se la decisione sia una sua vittoria. «Mi pare - ha aggiunto - che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Offriamo alla Capitale, dopo l'incompetenza della Raggi, un modello opposto: due professionisti competenti. Abbiamo messo insieme - ha concluso - tutti i partiti, un ticket e gli altri hanno tre candidati. E si dice che noi siamo divisi? Mi pare che gli altri siano messi molto peggio».

Salvini: «Obiettivo vittoria a primo turno»

«L'obiettivo è vincere al primo turno» con il ticket Michetti-Matone, «convincere la maggioranza dei cittadini, che l'idea di città che abbiamo in testa sia quella giusta». Lo ha detto Matteo Salvini, intervistato a RadioRadio, a proposito della decisione presa dal vertice del centrodestra per le comunali a Roma. Di Enrico Michetti, candidato a primo cittadino, «mi ha colpito la concretezza. Matone la conoscevo da prima, mentre Michetti non lo conoscevo. L'ho incontrato, e la cosa che mi ha colpito favorevolmente è che abbiamo parlato non di politica ma di città. Di Atac, mezzi in fiamme, autisti che hanno bisogno di più sicurezza. Di Ama, che servono almeno uno se non due di impianti ultramoderni a impatto zero di valorizzazione dei rifiuti. Della metropolitana, dell'anello ferroviario».

E poi «c'è bisogno di una squadra. Ce n'era bisogno prima del Covid, a maggior ragione ce n'è bisogno per recuperare dopo questo anno e mezzo. Roma ha bisogno di alcune centinaia di persone, a partire dai municipi, per riportare avanti la lancetta dell'orologio. Presentiamo un'idea di città, di progetto. Il senso di squadra è questo».

Salvini smentisce che la scelta di un civico significhi un disimpegno da parte dei partiti: «I civici sono la scelta giusta in tutta Italia. Ringrazio Enrico che ha accettato la responsabilità di mettersi in prima fila, ma soprattutto Simonetta che farà parte di una squadra che per 10 anni, spero, si prenderà cura di questa città in cui c'è troppa rassegnazione».