18 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
FdI urla all'inciucio

Elezioni Roma, Guido Bertolaso si ritira, Berlusconi sceglie Marchini

Si arresta la corsa di Guido Bertolaso. Silvio Berlusconi sosterrà il costruttore romano Alfio Marchini, perché la situazione romana è «drammatica e bisogna adottare delle soluzioni urgenti». Se da Fratelli d'Italia urlano all'inciucio, i forzisti plaudono al sacrificio di Guido Bertolaso per una nuova coalizione di centrodestra

ROMA - Berlusconi ci ripensa e Guido Bertolaso fa un passo indietro. L'ex numero uno della Protezione Civile si ritira dalla corsa per il Campidoglio e Forza Italia sceglie di sostenere Alfio Marchini a Roma. In una nota, Forza Italia spiega che l'obiettivo «è vincere, per dare ai romani un governo della città all'altezza della capitale d'Italia. Abbiamo preso atto che per vincere occorre una proposta unitaria delle forze moderate e liberali, con un forte spirito civico: una risposta fuori dalle logiche di partito e dagli interessi dei partiti. Per questo, con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell'ingegner Alfio Marchini». La situazione di Roma è drammatica, e bisogna adottare delle soluzioni urgenti: per Forza Italia è «insopportabile assistere allo stato di progressivo declino che sta conducendo Roma al collasso definitivo».

Marchini prima opzione di FI
Il sostegno alla candidatura di Marchini non appare come una novità. Come si legge ancora nella nota, Marchini era stato la prima opzione, ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione. Per questo Forza Italia aveva chiesto a Guido Bertolaso il «sacrificio» di scendere in campo per unire il centro-destra, con il consenso di tutti. «Non per colpa sua, né per scelta nostra, quella che era nata come una soluzione unitaria oggi è diventata una candidatura divisiva», si legge. Per Forza Italia non si può permettere che i romani si trovino a scegliere fra la continuità della disastrosa gestione del Pd e l'avventurismo irresponsabile dei Cinque stelle.

Meloni: Marchini e FI ora convergano su Giachetti
Immediata la reazione di Giorgia Meloni, infuriata per la virata di Silvio Berlusconi. La candidata a sindaco di Roma, appoggiata dalla Lega Nord, risponde alla scelta dell'ex premier sulla sua pagina Facebook e non manca l'ironia: «Un "pattone" del Nazareno. Alla fine dopo settimane di balletto, Forza Italia molla Bertolaso (ma come, non doveva vincere al primo turno?) e sceglie di convergere su Marchini! Cioè sul candidato di Alfano, Casini e di tutto quell’ex centrodestra che ama governare con Renzi», spiega Meloni. Con quale obiettivo? «Evidentemente aiutare il Pd ad arrivare al ballottaggio, nella città in cui Renzi è più in difficoltà», scrive la candidata, che conclude: «Comunque, in pratica ora abbiamo tre candidati di centrosinistra e uno di centrodestra. Il quadro si semplifica, ed è una buona notizia perchè gli elettori di centrodestra ora non avranno più dubbi su chi votare. Voi che ne pensate?». Ora Giorgia Meloni si aspetta che ci sarà una ulteriore semplificazione «con la diretta e aperta convergenza di Alfio Marchini e di Forza Italia sul candidato del Pd e di Renzi, Roberto Giachetti».

Salvini: Marchini prende la metà dei voti di Meloni
Anche l'alleato di Giorgia Meloni, Matteo Salvini, spende parole dure per la nuova alleanza di centrodestra. Per il leader della Lega Nord, però, il costruttore romano non sarà mai in grado di arrivare al ballottaggio, nemmeno con i voti di Forza Italia: «Marchini piglia la metà dei voti di Meloni». Tutto parte dal premier: c'è stato un messaggio chiaro di Renzi, che ha parlato di legge sui diritti televisivi e di calcio in tv, poi c'è stato il messaggio di Casini, che ha invitato Berlusconi a tornare con Verdini e Alfano per appoggiare Renzi. «Saranno i romani a decidere se vogliono gli inciuci, le frittate, le marmellate, oppure risolvere davvero i propri problemi. Probabilmente Berlusconi ha nostalgia di Renzi, che controlla tutto e tutti», spiega Salvini. La partita a Roma è a tre, tra Meloni, Giachetti e Raggi. E Marchini non c'è. 


Polverini: sacrificio Bertolaso gesto d'amore
Le reazioni della politica non si sono fatte attendere. Per Renata Polverini «il sacrificio di Bertolaso è un grande gesto d'amore per Roma, la confluenza su Marchini il segnale che Berlusconi ha aperto il cantiere di un nuovo centrodestra del quale ancora una volta ha riaffermato la sua leadership». Parla di centrodestra moderato, Renata Polverini, aperto alla società civile, inserito a pieno titolo in quel contesto europeo che ha come riferimento il PPE e, come stella polare, i valori cattolici dell'accoglienza, della famiglia, della difesa dei più deboli. Ora la Capitale ha davvero una chance per uscire fuori dalla crisi amministrativa, ma anche morale ed economica ereditata dalla sciagurata gestione di Marino e del Partito Democratico e Forza Italia, con il gesto di Berlusconi, si dimostra l'unico soggetto politico che antepone l'interesse dei romani a quello dei partiti.

La scelta giusta
Dunque, «con la stessa generosità e spirito di servizio con cui Guido Bertolaso aveva messo da parte progetti molto importanti per candidarsi a sindaco, oggi si è reso disponibile a ritirare la sua candidatura per convergere su quella nelle migliori condizioni per vincere. Per due volte, ha dimostrato grande responsabilità e amore per la città di Roma, che non dimenticheremo. D'altronde Roma e l'Italia avranno ancora bisogno di lui». Forza Italia ricorda che Alfio Marchini ha condotto in questi tre anni un'opposizione costruttiva, libera ed efficace e col suo movimento civico ha combattuto e vinto battaglie importanti per i romani. Con lui il partito di Berlusconi condivide una cultura moderata, ispirata ai valori liberali, cristiani, riformatori. «Il suo comportamento è stato decisivo per mandare a casa il sindaco Marino e ridare la parola ai romani sul loro futuro», afferma ancora Polverini. E' l'unica figura - lo dicono tutti i sondaggi - che al ballottaggio contro tutti gli altri schieramenti politici può vincere: «Questo è l'unico obbiettivo che ci sta davvero a cuore, non affermare la superiorità di un partito sull'altro».

La speranza di un centrodestra unito
Con Marchini, Forza Italia è certa di non consegnare Roma ai grillini: «In questo senso rivolgiamo un appello ai nostri amici del centro-destra: siamo ancora in tempo perché tutti convergano, come noi abbiamo fatto, sul candidato che ha la più alta possibilità di successo». Forza Italia è impegnata, a Roma e in tutt'Italia, a lavorare per costruire ovunque un centrodestra nel quale i valori liberali e quelli della destra democratica possano convivere costruttivamente come è avvenuto per vent'anni in Italia e come anche oggi avviene in molte importanti realtà regionali e amministrative: è questa la condizione per prevalere sulla sinistra e restituire la guida del paese alla naturale maggioranza degli italiani, conclude Renata Polverini.

Brunetta: rivendicata centralità di Forza Italia
Da Forza Italia parla anche Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. «Si torna da dove si era partiti. Dalla figura di Alfio Marchini, la prima scelta di Forza Italia e di Silvio Berlusconi - fortemente condivisa anche da Matteo Salvini (ricordate i risultati dei suoi gazebo?) - e messa nel cassetto solo per il veto di Giorgia Meloni, impaurita di perdere la presunta golden share di Fratelli d'Italia a Roma». La scelta di oggi ribadisce la centralità di Forza Italia. Come spiega il deputato, Forza Italia respinge, con l'indicazione di Bertolaso prima e di Marchini poi, la «mutazione genetica dell'alleanza», per cui si pretende di cambiarne la gerarchia di valori e di ribaltarne il metodo. In Europa il centro moderato si allea con la destra, se vuole vincere. Dove non accade, come in Francia, l'emarginazione rumorosa, ma sterile, è sicura.

Rampelli: Berlusconi con Renzi
Di ben altro parere è fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale: «Il quadro romano si semplifica, ora è chiaro l'obiettivo di Berlusconi: consolidare Matteo Renzi per ragioni che nulla hanno a che fare con la politica». Ora ci sono in campo un solo candidato di centrodestra, Giorgia Meloni, e tre candidati di sinistra: Virginia Raggi, Roberto Giachetti e il «ribattezzato Nazareno Marxini, già Alfio Marchini». Berlusconi, con questa decisione, ha seguito le anticipazioni pro Giachetti fatte da Bertolaso nei giorni scorsi. Rampelli parla di aggressione contro Giorgia Meloni, come accadde con Fini anni fa. «Ma sappiamo poi come finì. Ci appelliamo alla gente di Forza Italia affinché si aggreghi con l'unico candidato alternativo alla sinistra». 

I professionisti dell'inciucio
Achille Totaro, deputato di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, in una nota scrive: «Quello che è successo oggi dimostra che siamo di fronte a professionisti dell'inciucio». Si tratterebbe di una scelta dettata esclusivamente dalla volontà di siamo rinverdire «i 'fasti' del patto del Nazareno». La decisione di Forza Italia di far ritirare Guido Bertolaso e appoggiare Alfio Marchini svela il desiderio neppure troppo velato di favorire Renzi e il suo governo. «Siamo sicuri che gli elettori non cadranno nel tranello. Giorgia Meloni resta l'unico candidato del centrodestra in campo»

Pivetti: il patto della crostatina
Dalla lista Noi con Salvini, la capolista Irene Pivetti afferma: «A Palazzo Grazioli il patto della crostatina». Gianni Letta prova a salvare la disfatta convincendo Berlusconi ad appoggiare Marchini. Ma stavolta non riuscirà perché tanti elettori di Forza Italia, che non si fidano di un centrismo ambiguo con cedimenti a sinistra, sceglieranno a questo punto il centro destra moderno e giovane di Salvini e Meloni, per dare a Roma uno stabile e sano governo cittadino, capace di rilanciare la città.