14 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Elezioni Roma, Meloni: Berlusconi-Marchini, il «pattone del Nazareno»

Guido Bertolaso fa un passo indietro e Forza Italia converge sul «civico» Alfio Marchini. Immediata la risposta della candidata di FdI che vede nella mossa dell'ex premier una strategia per aiutare il Pd in città

ROMA – Un «pattone del Nazareno». È così che Giorgia Meloni definisce la virata su Alfio Marchini di Silvio Berlusconi. «Alla fine dopo settimane di balletto, Forza Italia molla Bertolaso (ma come, non doveva vincere al primo turno?) e sceglie di convergere...su Marchini!», ironizza la candidata di fratelli d'Italia, non nascondendo una punta di rabbia nei confronti del leader di Forza Italia.

Quadro semplificato
Alfio Marchini sarebbe espressione di quel centrodestra che «ama governare con Matteo Renzi», il centrodestra del ministro dell'Interno Angelino Alfano e quello di Pier Ferdinando Casini. L'obiettivo del cambio di marcia di Berlusconi, per Giorgia Meloni, sarebbe palese: «Evidentemente aiutare il Pd ad arrivare al ballottaggio, nella città in cui Renzi è più in difficoltà». È certa di una cosa la candidata romana: alla luce degli ultimi sviluppi, al momento a Roma ci sono tre candidati del centrosinistra e uno soltanto di centrodestra. Lei, ovviamente. Alfio Marchini si accoda al Pd di Roberto Giachetti e alla grillina Virginia Raggi. Situazione semplificata, quindi: «è una buona notizia perché gli elettori di centrodestra ora non avranno più dubbi su chi votare».

Verso un'ulteriore semplificazione?
Giorgia Meloni, dopo il passo indietro di Bertolaso, ora si aspetta una ulteriore semplificazione che chiarisca una volta per tutte la strategia di Berlusconi, volta a favorire la posizione del Pd a Roma e, di fatto, anche del premier. «Siamo contenti della semplificazione del quadro politico a Roma. Ora ci aspettiamo un'ulteriore semplificazione con la diretta e aperta convergenza di Alfio Marchini e di Forza Italia sul candidato del Pd e di Renzi, Roberto Giachetti», spiega la candidata.

Salvini: Meloni contro inciuci
Della stessa idea è Matteo Salvini, convinto che il Cav avrebbe virato verso il «civico» Marchini per assecondare il presidente del Consiglio. In ballo troppi interessi e dietro l'angolo una legge sui diritti televisivi che terrebbe «in ostaggio» il leader azzurro. «Renzi e Casini chiamano, Berlusconi risponde. Continua l'incredibile balletto di Forza Italia che anche oggi cambia candidato» ha commentato Salvini. Per quanto riguarda la Lega Nord, ora è tutto più chiaro e semplice, perché a Roma «l'unica candidatura di centrodestra e contro ogni inciucio si chiama Giorgia Meloni sostenuta dalla Lega».

Bertolaso in panchina
Guido Bertolaso si ferma a un mese dalle elezioni e si sacrifica per il bene del centrodestra. La scelta di «sedersi in panchina» arriva perché l'ex numero uno della Protezione Civile è convinto così di consentire alle forze che si riconoscono nei principi del liberalismo e del cattolicesimo di unire i loro sforzi e partecipare alla competizione elettorale puntando a vincere e non solo a testimoniare.