28 maggio 2020
Aggiornato 20:30
Conti dello Stato

Grillo sbugiarda Renzi: «Indebita tutti gli italiani»

Il leader del Movimento 5 stelle denuncia sul suo blog la verità sulla politica economica del governo: «Per dare una mancia di 80 euro ha aumentato il debito pubblico di 110 miliardi»

ROMA«Il debito pubblico ad aprile 2014 ammontava a 2.108 miliardi. A fine 2015 è arrivato a 2.218 miliardi. Ossia: con il Bomba il debito è aumentato di 110 miliardi». È quanto si legge in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, non firmato e quindi attribuibile al leader del M5s. «Ha dato 10 miliardi per gli 80 euro di mancia elettorale ma ci ha indebitato tutti per 110 miliardi. Cioè l'ebetino ha dato 80 euro ad alcuni ma ha indebitato ogni italiano per oltre 1.800 euro a testa neonati compresi. #RenzieTiIndebita, digli di smettere».

La polemica sul capo ufficio stampa
L'ultima, solo in ordine di tempo, delle vicende che hanno contrapposto il presidente del Consiglio al Movimento 5 stelle in aula riguarda la nomina del nuovo capo ufficio stampa della Camera, Stefano Menichini. «Complimenti a Matteo Renzi e a Filippo Sensi che, con la complicità totale della presidente della Camera, Laura Boldrini, hanno piazzato l'ennesimo colpo sulla via dell'occupazione totale di tutti i posti strategici per il controllo del potere e della comunicazione: la nomina di Stefano Menichini è a dir poco vergognosa e un'offesa ai giornalisti che hanno concorso ben più titolati di lui – attacca il gruppo dei pentastellati – Ancora oggi il Parlamento ha reso un servizio al governo e a Renzi in prima persona. Avevamo chiesto – aggiunge il M5s – di selezionare una figura al di sopra delle parti e invece la Boldrini ha abdicato a favore del Partito democratico nominando quello che è stato il direttore di 'Europa', testata ufficiale della Margherita prima, e del Pd poi, che ha drenato enormi quantità di denari pubblici, e nella cui struttura figurava anche quel Filippo Sensi, col ruolo di vicedirettore, che oggi dirige le manovre comunicative di Renzi e Palazzo Chigi».

Niente rosa di nomi
«Fino all'ultimo – spiega la deputata Claudia Mannino, membro dell'ufficio di presidenza alla Camera – avevamo chiesto alla presidente di portare in ufficio di presidenza una rosa di nomi. Lei ha insistito per portare un solo nome con la promessa che saremmo stati tutti soddisfatti della scelta. In realtà sappiamo bene che c'erano candidati dal profilo certamente superiore. La Boldrini ha dimenticato di essere la presidente della Camera e si è fatta longa manus del governo. Questa scelta – conclude – oltre a essere politicamente connotabile, porterà ulteriori critiche verso questa istituzione che la presidente dice di voler difendere e valorizzare».

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