26 settembre 2020
Aggiornato 19:00
Oltre alla vicenda giudiziaria, si apre il caso politico

De Luca indagato si difende, ma la vicenda è l'ennesima catastrofe in casa Pd

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indagato dalla Procura di Roma per corruzione per induzione, insieme a altre sei persone. Ma a rispondere, dal punto di vista politico, dovrà essere anche il Pd e il premier Renzi

NAPOLI - Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indagato dalla Procura di Roma per corruzione per induzione, insieme a altre sei persone. Tra loro, riportano diversi quotidiani, ci sono Carmelo Mastursi, ex capo della segreteria di De Luca (si è dimesso lunedì); il magistrato della I sezione civile del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio (relatrice nell'ordinanza collegiale che il 22 luglio ha decretato la sospensione della sospensiva disposta per il governatore della Campania in base alla legge Severino); il marito del magistrato partenopeo e manager ospedaliero Guglielmo Manna.

L'accusa
Secondo i pm della Capitale Manna avrebbe trattato con Mastursi un importante incarico nella sanità campana, prospettando in cambio lo stop alla legge Severino in favore di De Luca. In questo modo, sostiene la Procura, potrebbe essere stata «truccata» la sentenza del 2 luglio del Tribunale di Napoli che aveva sospeso d'urgenza il decreto del 26 giugno del premier Matteo Renzi che, in virtù della legge Severino, aveva a sua volta sospeso l'insediamento di De Luca come presidente della Campania.

Estraneità
In una nota De Luca ha dichiarato «senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta. E' mia intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza».

De Luca: keep calm and al lavoro
Per il presidente della Campania Vincenzo De Luca le pagine e gli articoli sulle sue vicende e la sua persona «sono atti che stanno diventando segni di barbarie del nostro Paese e di oltraggio permanente allo Stato di diritto e alla Costituzione». Un fenomeno, quello di attaccare politici i cui nomi rientrano tra quelli di indagini della magistratura, cresciuto in Italia negli anni con «effetti collaterali che riguardano tutto quanto fa seguito a un'iniziativa giudiziaria: e cioè la ormai consolidata abitudine al massacro mediatico delle persone e delle istituzioni». A metà della breve conferenza stampa svoltasi in sala giunta, senza che nessun cronista avesse la possibilità di porre domande, il governatore si lancia ad attaccare il sistema dei media e anche il lavoro dei giornalisti. Al punto da arrivare a dire: «C'è qualche organo di stampa con le pagine colorate come Topolino (Il Fatto quotidiano? ndr) che dovrebbe chiudere». Per De Luca si tratta di «un grande tema che deve riguardare il rapporto tra il diritto della persona, il sistema giudiziario e quello dell'informazione nel nostro Paese». Ribadisce ancora, De Luca, che spesso si è fatto finta di non vedere «una realtà mostruosa in Italia, fatta di oltraggio alla dignità delle persone e di totale perdita nei valori costituzionali fondamentali». Il governatore sta parlando da poco più di dieci minuti, si rivolge direttamente ai giornalisti e dice: «Mi fermo qui consegnandovi riflessioni di cui sono certo farete tesoro». Ma aggiunge subito: «Capite che sto facendo training autogeno. Come diceva Eraclito: il carattere è demone dell'uomo». Poi si lancia in un'altra battuta sui cronisti richiamando l'attenzione sul suo «carattere di benefattore. Credo di aver dato lavoro a tanti giornalisti italiani. Per questo credo di aver meritato sul campo la nomina a cavaliere del lavoro». Le parole finali sono quelle che ripete da mesi: «Keep calm e al lavoro».

Scotto: Renzi dica qualcosa
Ma è evidente che al di là della vicenda giudiziaria, le ultime novità spalancano una questione politica con cui il Pd dovrà fare i conti. Lo notano molti parlamentari di diverse provenienze, che in queste ore non hanno mancato di commentare le rivelazioni. Il presidente del Consiglio dovrebbe «dire qualcosa» sulla vicenda giudiziaria che riguarda il presidente della Campania Vincenzo De Luca, secondo il capogruppo di Sinistra italiana alla Camera Arturo Scotto. «Marino - ha ricordato Scotto - è stato mandato via per qualche scontrino... Renzi dovrebbe dire qualcosa».

Italia Unica: Renzi e Pd arroganti 
«L'ennesimo 'caso De Luca' altro non è che la conferma dell'arrogante atteggiamento di Renzi e del Pd che hanno scaricato sui cittadini campani le proprie contraddizioni e le loro beghe interne. Anche per questo, verso le amministrative della primavera 2016, diciamo che Napoli e la Campania meritano di più e di meglio. Come Italia Unica, e lo testimoniano le importanti adesioni di queste ore, stiamo lavorando alla costruzione di un'alleanza che possa rappresentare l'alternativa a un deleterio sistema di potere». È quanto sostiene sulla vicenda De Luca Italia Unica, il partito fondato da Corrado Passera. «Sul piano umano - aggiunge - possiamo anche comprendere De Luca che si proclama estraneo e addirittura parte lesa nella nuova bufera giudiziaria che l'ha coinvolto. Di certo, il Presidente della Campania non può né potrà chiamarsi fuori dalle responsabilità politiche che finiranno per travolgerlo. L'accusa di corruzione che l'ha colpito in pieno - aggiunge la nota di Italia Unica - ha una valenza politica così ampia da travalicare non solo l'ambito processuale e le aule di un tribunale, ma gli stessi confini regionali. E a nulla son valse le bugie sulle motivazioni che 48 ore prima avevano portato alle dimissioni del suo capo segreteria che è anche il vicesegretario regionale del Partito Democratico. Fermo restando, quindi, la presunzione d'innocenza per tutti, compresa la giudice Scognamiglio che aveva accolto il suo ricorso contro la legge Severino, resta la questione politica»«Matteo Renzi cosa intende fare? Come può giustificare all'opinione pubblica italiana - prosegue Italia unica - che si può mandare a casa, alla vigilia del Giubileo, il sindaco di Roma per una vicenda di scontrini scontrini e, invece, tenere in piedi il presidente di una Regione accusato di aver corrotto un giudice? Vogliamo sperare in un sussulto di dignità dei gruppi dirigenti del Pd. Anche se l'ennesimo 'caso De Luca' altro non è che la conferma dell'arrogante atteggiamento di Renzi e del suo partito che hanno colpevolmente scaricato sui cittadini campani le proprie contraddizioni e le loro beghe interne».

Fi: responsabilità politiche 
«Con De Luca ci aspettavamo il caos ma ora si è andati ben oltre quello istituzionale. Ci sono precise responsabilità politiche di De Luca in ordine alla violazione del dovere della trasparenza ma anche e soprattutto pesanti responsabilità del segretario del Pd, Matteo Renzi, nel candidarlo». Così il coordinatore regionale campano di Forza Italia, Domenico De Siano che incalza il presidente del Consiglio sottolineando «su questo e anche altro il silenzio di Renzi la dice tutta». Per il suo vice, Severino Nappi, «dopo aver ingannato l'elettorato affermando di essere candidabile ed eleggibile, il suo tentativo di nascondere questa torbida vicenda sotto il tappeto appare quanto meno maldestro».«De Luca, come Mastursi - aggiunge Nappi - dovrebbe arrossire e chiedere scusa ai cittadini. E con lui il Pd». Dal canto suo il capogruppo di Fi in Consiglio, Armano Cesaro chiede al governatore di «riferire in Aula e spiegare perché non ha denunciato e continua a non denunciare chi si è 'sbattuto' così tanto per salvargli la poltrona». «Chiarisca - il monito di Cesaro - perché ha usato l'ufficio stampa della Regione per difendere la posizione di Mastursi con la storiella del troppo lavoro e, soprattutto, spieghi come fa a non sapere ciò che il suo alter ego fa a due passi dalla sua stanza».

(Con fonte Askanews)