20 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Parla assessore alla legalità

Mafia Capitale, Sabella: Chiesto risarcimento danni per Roma Capitale

«Il Comune di Roma si è costituito parte civile in questo primo processo del filone 'Mafia Capitale'», allo scopo di ottenere risarcimento dei danni morali, materiali e funzionali, a dirlo è l'assessore uscente alla Legalità Alfonso Sabella

ROMA - «Il Comune di Roma si è costituito parte civile in questo primo processo del filone 'Mafia Capitale' che riguarda alcune ipotesi di reato soprattutto quelle acsrivibili all'ex dg dell'Ama, Giovanni Fiscon. La costituzione di parte civile è fatta allo scopo di ottenere risarcimento dei danni morali, materiali e funzionali che sono quelli che mi preme di più perché sono le funzioni statutarie che Roma Capitale ha nei confronti dei propri cittadini. E questo è un obiettivo che dobbiamo raggiungere». Lo ha detto l'assessore alla legalità del Campidoglio, Alfonso Sabella, lasciando gli uffici della cittadella giudiziaria della Capitale, in una pausa dell'udienza preliminare in cui sono imputati Fiscon ed altre 4 persone.

L'assenza di Marino
In merito alla assenza del sindaco dimissionario Sabella ha aggiunto: «Ricordiamo che la costituzione di parte civile non è di Ignazio Marino, ma di Roma Capitale. Roma Capitale è rappresentata dall'assessore delegato dal sindaco, quindi non c'è nulla di strano né di anomalo. Tra l'altro sarebbe anche il mio compito visto che sono assessore alla legalità. Io potrei essere presente anche il 5 novembre prossimo, ma da privato cittadino, perché la cosa potrebbe incuriosirmi».

Ripartire dall'amministrazione
«Ho parlato stamattina con il sindaco, ma solo del mio mal di schiena». Processi per ripartenza Roma?, hanno chiesto i cronisti. «Mi sia consentito il gioco di parole: la ripartenza non può partire dalla magistratura, ma deve partire dall'amministrazione che ha gli strumenti per ripartire. Si è già fatto moltissimo nella logica del ripristino della legalità violata troppo a lungo in questa città, e siamo certi che l'azione del governo che interverrà con i commissari continuerà su questa linea». Il suo impegno futuro? «Il mio impegno è formalmente politico ma sostanzialmente tecnico. Ripeto come ho detto in altre occasione, se ci fosse spazio per me per ruoli tecnici sono un servitore dello Stato e sono disponibile a svolgerli. Se non c'è spazio per ruoli tecnici me ne torno a casa mia, nella magistratura».




(con fonte Askanews)