27 gennaio 2022
Aggiornato 21:30
Il fisco secondo il premier

Sorpresa: Renzi scopre l'evasione fiscale!

A gennaio voleva depenalizzare la frode. Ora promette (con misure molto fantasiose): «Le tasse le pagano tutti e chi è onesto paga meno». Il motivo? I suoi conti non tornano mai. E il governo ha un disperato bisogno di soldi: i nostri

ROMA – Vi ricordate i tempi del decreto ribattezzato «salva Berlusconi», che sostanzialmente depenalizzava la frode fiscale, ritirato in tutta fretta dal governo Renzi solo dopo essere stato beccato con il sorcio in bocca? Dovreste, perché da allora sono passati poco più di nove mesi. Appena qualche settimana, invece, è trascorsa dall'ultima direzione del Partito democratico, in cui la minoranza aveva attaccato il segretario perché si era del tutto dimenticato di parlare di lotta all'evasione, e il buon Matteo aveva in pratica archiviato frettolosamente il discorso come vecchio e inutile. Ebbene, questi pochi giorni sono bastati al bulletto di Firenze per prodursi nell'ennesima agile giravolta. Contrordine, compagni: il contrasto all'evasione fiscale si farà. Lo ha promesso il premier da Lucia Annunziata a In mezz'ora, sull'odiata Raitre: «Le tasse le abbassiamo e le pagano tutti e chi è onesto paga meno», ha dichiarato. Ormai cambia versione talmente spesso che non si riesce più a stargli dietro.

Condoni e bollette
E dunque giù elencando la solita, ubriacante sfilza di cifre: «Con la voluntary disclosure un miliardo e mezzo è già entrato. Sul prossimo anno saremo molto prudenti: metteremo a bilancio 2-2,5 miliardi. Ma dall'accordo con la Svizzera potrebbero arrivare 5 miliardi. Stiamo recuperando dall'evasione: è una cosa bellissima». Sarà anche «bellissimo», ma sotto il nome così trendy di «voluntary disclosure» si nasconde in realtà quello che il suo paparino Berlusconi chiamava più prosaicamente condono. Non una lotta all'evasione, ma uno sconto a chi ha già evaso e accetta di riportare in patria i capitali esteri in cambio della promessa di non essere processato. Non proprio il massimo della vita, per chi invece quelle tasse le ha pagate sempre tutte (tante, troppe). E poi ancora: «Dal prossimo anno ci sarà una riduzione del canone (da 113 a 100 euro: come si sa in pubblicità le cifre tonde funzionano meglio, ndr) e diciamo che lo devono pagare tutti: credo che lo strumento che verrà scelto sarà la bolletta della luce». In questo caso Renzi ci riprova: già l'anno scorso tentò di infilare quest'ideona in Finanziaria, ma fu stoppato perché si tratta di una norma praticamente irrealizzabile. Diventerebbe del tutto impossibile, infatti, distinguere chi ha in casa un televisore da chi non ce l'ha, così come sarebbe illegale staccare la corrente a chi la paga regolarmente, ma in compenso evade un'altra tassa che con la fornitura elettrica non c'entra nulla.

Il solito gioco delle tre carte
Le solite, renzianissime parole al vento, insomma: e questa, di per sé, non sarebbe una notizia. Quello che ci viene da chiedere, però, è: come mai questa improvvisa fretta di stangare gli stessi evasori che hanno sempre dormito sonni tranquilli? Un dubbio ci viene: non è che c'entrano qualcosa i tagli delle tasse che Matteo Renzi ha promesso per questo e il prossimo anno, ovvero Imu, Tasi, Irap, Ires e chi più ne ha più ne metta? Il governo aveva sostenuto di poterli coprire con la «spending review» (di nuovo questi maledetti termini inglesi), ma a forza di sparare numeri al lotto i conti non tornano mai. Perfino con i tagli promessi agli esami medici, infatti, l'ultimo Documento di economia e finanza ha chiarito che saranno al massimo sette, e non i dieci previsti ad aprile, i miliardi recuperati con le sforbiciate. È probabile che nasca da qui, insomma, la disperazione del premier di far entrare nuovi soldi in cassa in tempo per la Legge di stabilità che dovrà scrivere entro il 15 ottobre: sporchi, maledetti e subito. Per mantenere almeno qualcuna delle tante promesse, ovvero in altre parole per pagarsi la campagna elettorale a spese nostre. Così, da un lato il poliziotto buono Renzi annuncerà di averci tagliato le tasse, dall'altro i poliziotti cattivi della Finanza e di Equitalia (abituati, come è noto, ad essere inflessibili con i poveri e a chiudere gli occhi con i ricchi) si riprenderanno tutto indietro con gli interessi. E poi ci viene a parlare di fiducia...