15 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Calderoli: Poletti e Renzi si dimettano dopo la figuraccia del Jobs act

L'avevano spacciato come il «fiore all'occhiello del governo» e, invece, si è rivelato essere «l'ennesima bufala buona solo per cercare di illudere i cittadini». Questo il commento del leghista Roberto Calderoli dopo il flop dei dati emersi dalla riforma del mercato del lavoro

ROMA (askanews) - «In qualsiasi altra nazione del mondo, di fronte a una figuraccia come quella fatta sul Jobs Act si sarebbero viste le immediate dimissioni quantomeno del ministro responsabile dell'errore e probabilmente anche quelle di un premier colpevole di essersi prodigato a diffondere urbi et orbi, come segno del buon lavoro svolto dall'esecutivo, dati che si sono rivelati essere clamorosamente falsi». Lo scrive su Facebook Roberto Calderoli, senatore della Lega.

Non è servito a nulla
«Un provvedimento venduto come il fiore all'occhiello del governo, si è rivelato essere - osserva il leghista - l'ennesima bufala buona solo per cercare di illudere i cittadini. Questo famoso Jobs Act, a conti (veri) fatti, non è servito a nulla per la disoccupazione nonostante per poterlo approvare si sia fatta carta straccia dello Statuto dei lavoratori», continua ancora il senatore del Carroccio.

Un fallimento totale
«Invece di arrampicarsi sugli specchi, rinviando i decreti attuativi per cercare di mettere una pezza al disastro combinato, Poletti si presenti in Parlamento dimissionario e porga le sue scuse a tutti gli italiani, che lui e Renzi hanno preso in giro con numeri fasulli che avevano raddoppiato il numero dei nuovi contratti, scordandosi al contempo un milione e quattrocentomila cessazioni. In realtà non c'è stato alcun progresso dell'occupazione, come confermano anche i dati Istat», ha spiegato il senatore. «Un fallimento totale, che va ad aggiungersi agli innumerevoli altri in svariati campi da parte di un esecutivo palesemente incapace di trovare una soluzione ai problemi del Paese», conclude Calderoli.